30 gennaio 1969, “concerto sul tetto“. : McCartney ha 27 anni,. Lennon 29
30 gennaio 1969, “concerto sul tetto“. : McCartney ha 27 anni,. Lennon 29
Fu John Lennon a volere la separazione dei Beatles, non Paul McCartney, sul quale però ricadde la maggior parte della colpa di avere messo fine alla rock band più famosa al mondo: a chiarire le cose è McCartney in un’intervista alla Bbc che verrà trasmessa il 23 ottobre; sempre sulla Bbc il 25 “Macca“ leggerà poi alcuni brani del suo nuovo libro, Lyrics, da lui stesso definito "più di un’autobiografia". Il tutto, aspettando l’uscita il 25 novembre dell’attesissimo documentario sui Beatles Get Back, firmato da Peter Jackson, con tantissimo materiale inedito. Intanto, alcuni...

Fu John Lennon a volere la separazione dei Beatles, non Paul McCartney, sul quale però ricadde la maggior parte della colpa di avere messo fine alla rock band più famosa al mondo: a chiarire le cose è McCartney in un’intervista alla Bbc che verrà trasmessa il 23 ottobre; sempre sulla Bbc il 25 “Macca“ leggerà poi alcuni brani del suo nuovo libro, Lyrics, da lui stesso definito "più di un’autobiografia". Il tutto, aspettando l’uscita il 25 novembre dell’attesissimo documentario sui Beatles Get Back, firmato da Peter Jackson, con tantissimo materiale inedito.

Intanto, alcuni passaggi dell’intervista sono stati anticipati ieri dall’Observer: "Non sono stato io a istigare il divorzio. Quello fu il nostro Johnny", ha detto Sir Paul, 79 anni, ricordando il "più difficile periodo della mia vita".

McCartney voleva che la band restasse unita, assicura, soprattutto perché stava ancora creando "roba abbastanza buona", come Abbey Road e Let It Be. Questa "era la mia band, il mio lavoro, era la mia vita, quindi volevo che continuasse".

E poi: "Non sono io la persona che ha istigato la separazione – ha insistito –. Eh no, no, no. Un giorno John è entrato in una stanza e ha detto “lascio i Beatles“. E questa sarebbe stata la mia istigazione?". La “vulgata“ pop narra che McCartney sciolse unilateralmente la band nel 1970 quando rispose alla domanda di un giornalista affermando che i Beatles non esistevano più. È stato anche accusato di aver rovinato l’armonia del gruppo poiché si era rivolto agli avvocati. In realtà – spiega Macca – fu il manager Allen Klein a obbligare la band a tacere per mesi sulla separazione, fingendo che tutto fosse normale finché lui, stanco del sotterfugio, non sbottò col giornalista in questione. Un fardello, essere indicato come “il“ responsabile dello scioglimento della band, che McCartney si porta sulle spalle da allora: "Ho dovuto conviverci perché era ciò che la gente vedeva. Ma in realtà tutto quello che avrei potuto fare allora era solo dire di no".

Se Lennon non si fosse “dimesso“, il viaggio musicale della band sarebbe potuto essere molto più lungo, sostiene McCartney. "Ma il punto era che John si stava rifacendo una vita con Yoko Ono. John aveva sempre voluto in qualche modo liberarsi dalle “costrizioni“, da quelle che lui riteneva tali, perché era stato allevato da sua zia Mimi, piuttosto repressiva".

Macca non dà nessuna colpa a Yoko ("Con John erano una coppia fantastica. C’era una grande forza"), e ricorda che era Lennon "elettrizzato" all’idea di lasciare i Beatles, mentre gli altri rimasero lì "a raccogliere i cocci".

Nell’intervista si parla poi di alcuni inediti (o quasi): un testo non registrato di Lennon e McCartney, una canzone intitolata Tell Me Who He Is, “scomparsa“ da 60 anni e una sceneggiatura radiofonica di una commedia perduta da tempo, scritta con Lennon: "È una cosa piuttosto divertente chiamata Pilchard, e riguarda il messia, in realtà".

cdc