di Giampaolo Pioli NEW YORK L Avevano gli occhi lucidi tutti i grandi anchor americani su qualsiasi rete quando è arrivata la notizia ieri mattina. Il cuore di Larry King dopo 87 anni aveva smesso per sempre di battere. Lo ha ucciso rapidamente il Covid in un ospedale di Los Angeles. Il grande mito della televisione Usa, l’uomo dalle inconfondibili bretelle rosse che per 25 anni aveva condotto Larry King Life sulla Cnn diventando una leggenda, l’intervistatore più famoso del mondo, non farà più sentire la sua profonda e calma voce che metteva a proprio agio chiunque. Larry non si preparava mai per i suoi faccia a faccia perché diceva "voglio mettermi dalla parte dei telespettatori e fare le domande che farebbero loro... non voglio sembrare informato ma solo...

di Giampaolo Pioli

NEW YORK

L Avevano gli occhi lucidi tutti i grandi anchor americani su qualsiasi rete quando è arrivata la notizia ieri mattina. Il cuore di Larry King dopo 87 anni aveva smesso per sempre di battere. Lo ha ucciso rapidamente il Covid in un ospedale di Los Angeles. Il grande mito della televisione Usa, l’uomo dalle inconfondibili bretelle rosse che per 25 anni aveva condotto Larry King Life sulla Cnn diventando una leggenda, l’intervistatore più famoso del mondo, non farà più sentire la sua profonda e calma voce che metteva a proprio agio chiunque. Larry non si preparava mai per i suoi faccia a faccia perché diceva "voglio mettermi dalla parte dei telespettatori e fare le domande che farebbero loro... non voglio sembrare informato ma solo genuinamente curioso".

Funzionava sempre. Nessuno gli ha mai detto di no o se n’è andato infuriato staccandosi il microfono. In oltre 63 anni di carriera fra radio e Tv era diventato stato il maestro di tutti. Il più amato, il più copiato da destra e sinistra.

Ha incontrato oltre 30.000 personaggi dalla politica al cinema dalla letteratura alla scienza, col suo inconfondibile microfono da tavolo degli anni 60 che non ma hai voluto cambiare. Era nato a Brooklyn da una famiglia di immigrati ucraini e ha capito subito dopo il liceo che per lui era più facile parlare e fare domande che studiare. Essere invitati al Larry King Live sulla Cnn negli anni ’70, quando le tv con le news per 24 ore non erano ancora esplose, era un marchio di garanzia, equilibrio e successo.

Sharon Stone si divertiva a tiragli le grandi bretelle in diretta e Marlon Brando gli ha stampato un bacio sulla bocca che ha fatto scandalo. Ma King non si è mai scomposto dietro i suoi grandi occhiali. Gli piacevano le donne. Tutte quelle belle, dalle quali ha avuto 5 figli .

A chi gli chiedeva come mai si fosse sposato 7 volte (ultimo divorzio nel 2019) ripeteva sempre ridendo: "Ho amato tante donne ma credo di essere stato innamorato per tutta la vita solo del mio microfono". Quando capì che col cambio dei format televisivi anche il suo show poteva risultare storico ma superato, il 16 dicembre del 2010 ha appeso le bretelle rosse alla poltrona nera della Cnn per fare posto ai giovani e fondare un canale in rete OraTV.

Con le sue 12 domande faccia a faccia aveva inventato un genere che decine di anchor hanno imitato. Non solo sulla Cnn con Aderson Cooper 360 e Andrew Cuomo ma anche sulla Msnbc con Rachel Maddow Show o Hannety sulla Foxtv, anche se i nuovi programmi sono adesso molto più tarati politicamente e il suo forse era stato messo da parte proprio perché troppo apolitico. Qualcuno ha storto il naso quando la grande star per mantenere la visibilità del suo brand d aveva accettato di trasferire il suo celebre salotto su Russia-Tv il canale in inglese della televisione sponsorizzata dal Cremlino.

Con quel suo tono profondo calmo e baritonale offriva una rassicurazione straordinaria a tutti gli ospiti. Un vantaggio irrinunciabile apprezzato da Arafat a Mandela, dal presidente iraniano Amadinejad al premier israeliano Rabin, da Nixon ai Bush, dai Kennedy ai Clinton, da Gorbaciov a Putin, da Obama a Michelle. Tutti seduti davanti a lui come Frank Sinatra e il Dalai Lama, Al Pacino o Benazir Bhuttho. Sera dopo sera Larry è diventato una leggenda.

Questo maestro di stile che non ha mai perso l’accento di Brooklyn iniziò come giovane cronista negli anni ’50. Fu Ted Turner dopo averlo ascoltato in interviste notturne su una stazione radio in Florida a volerlo alla Cnn che creava per il Larry King Live. Lui ha ricambiato per 25 anni superando ogni indice di ascolto. Dopo aver perso due figli adulti negli ultimi 10 mesi King sognava di morire col microfono vicino alle labbra.

La sua profonda e indimenticabile voce invece si è spenta dentro i tubi di un ventilatore anti-Covid.