di Giuseppe di Matteo

Il carattere di un luogo è figlio dei popoli e delle culture che l’hanno plasmato. Gli itinerari servono

proprio a questo, e cioè a raccontarne aspetti spesso nascosti tra le pieghe di borghi, residenze

fortificate, architetture laiche. E religiose. Già, perché per scoprire il lato spirituale del Piemonte di oggi bisogna seguire quel filo di Arianna che sono i cammini storico- devozionali. Memoria viva delle antiche rotte di pellegrini e viandanti che nei secoli hanno lasciato tracce indelebili e un mosaico di anime diverse. Dalla Via Francigena al Cammino di Don Bosco, passando per i Percorsi Sindonici e il Devoto Cammino dei Sacri Monti, fino ad arrivare agli Itinerari Ebraici e al Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, è tutto un patrimonio di arte, tradizioni e ambienti naturali da gustare a piedi, in bicicletta o in auto.

La Via Francigena è certamente uno dei percorsi più suggestivi. Tanto che nel 2004 è stata dichiarata Grande Itinerario Culturale Europeo dal Consiglio d’Europa. Lunga 650 chilometri, si incunea tra 4 parchi naturali e collega 107 Comuni di cinque province piemontesi: Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria. Chi volesse percorrerla può seguire quattro arterie principali: la Via Francigena della Valle di Susa, che dal passo del Monginevro e del Moncenisio arriva a Torino; la Via Francigena Morenico-Canavesana, attorno a Ivrea; il segmento Torino-Vercelli, nell’incantevole scenario delle risaie; e il tratto che va dal Monferrato astigiano e alessandrino alla Liguria.

Ce n’è per tutti i gusti (e gli stili): Romanico, soprattutto nel Torinese, Astigiano e Vercellese, e Barocco a Torino ma non solo. Settecento sono invece i chilometri attraverso i quali si snoda il Devoto Cammino dei Sacri Monti (7 quelli piemontesi più 2 lombardi), capolavori barocchi che dal 2003 sono Patrimonio Unesco. Roccaforti del cattolicesimo contro l’eresia protestante, i Sacri Monti furono eretti tra XV e XVII secolo su colli o in aree montuose, e ben presto divennero la casa di migliaia di pellegrini.

L’itinerario piemontese parte dal Sacro Monte Calvario di Domodossola per toccare quello di Varallo, Oropa, Belmonte, Crea, Orta e Ghiffa fino al Sacro Monte di Ossuccio (Varese). Da rimarcare anche gli Itinerari ebraici, testimonianza di una storia che inizia nel XV secolo e che è ancora visibile in 12 città della regione. Un patrimonio di ghetti, cimiteri, musei. E di sinagoghe. Una delle più antiche d’Italia è quella di Casale Monferrato (1595), pregevole capolavoro del Barocco piemontese, che nei suoi sotterranei ospita il Museo dei Lumi, elegantissima dimora di 200 chanukkah (i candelabri a otto bracci) realizzati da artisti internazionali.

A proposito di sinagoghe: quella di Torino è legata a una storia curiosa. La comunità ebraica aveva

affidato il progetto dell’edificio ad Alessandro Antonelli, che aveva immaginato una costruzione a

cupola di 47 metri. Ma, a seguito di successive modifiche, nel 1869 venne bloccato il finanziamento di quella che oggi è la Mole Antonelliana (che intanto continuava a crescere in altezza). La comunità ebraica decise così di cedere l’area al Comune in cambio del terreno dove, nel 1884, fu inaugurata l’attuale sinagoga in stile neo-moresco.