Quattrocento anni di storia restituiti al mondo. Va dall’80 d.C., anno in cui venne inaugurato l’Anfiteatro Flavio, fino al 523, data della fine degli spettacoli e dei giochi, l’arco temporale che si cela nei sotterranei del Colosseo. Da ieri gli ipogei del monumento simbolo di Roma, un reticolo di corridoi, all’interno dei quali montacarichi, piattaforme ed elevatori consentivano a uomini, belve e scenografie di essere portate sul piano dell’arena, sono tornati per la prima volta praticabili e visitabili dal pubblico. Un piccolo miracolo reso possibile dal ‘mecenatismo puro’ del Gruppo Tod’s che ha finanziato con 25 milioni di euro il restauro del monumento che vede ora conclusa la sua seconda fase. Una passerella lunga 160 metri, accessibile a tutti, accompagna i...

Quattrocento anni di storia restituiti al mondo. Va dall’80 d.C., anno in cui venne inaugurato l’Anfiteatro Flavio, fino al 523, data della fine degli spettacoli e dei giochi, l’arco temporale che si cela nei sotterranei del Colosseo. Da ieri gli ipogei del monumento simbolo di Roma, un reticolo di corridoi, all’interno dei quali montacarichi, piattaforme ed elevatori consentivano a uomini, belve e scenografie di essere portate sul piano dell’arena, sono tornati per la prima volta praticabili e visitabili dal pubblico. Un piccolo miracolo reso possibile dal ‘mecenatismo puro’ del Gruppo Tod’s che ha finanziato con 25 milioni di euro il restauro del monumento che vede ora conclusa la sua seconda fase.

Una passerella lunga 160 metri, accessibile a tutti, accompagna i visitatori nel ‘dietro le quinte’ degli spettacoli dell’antica Roma, lì dove gladiatori e animali in gabbia catturati negli angoli più remoti dell’Impero, nascosti dagli occhi degli spettatori, si preparavano alla lotta attendendo di andare in scena. Dalla Porta Libitinaria quindici corridoi anulari, tra stanze nascoste, archi e antri così bassi da far chinare la testa, conducono alla Trionfale, in un affascinante percorso in sei tappe dotato di un’app dedicata.

Sulle pareti degli ipogei si possono leggere i segni del tempo, quelli lasciati dagli incendi ma anche le trasformazioni che hanno seguito i gusti dei diversi imperatori. Iniziate nel 2018 – dopo 781 giorni e 55.723 ore di lavoro che hanno visto impegnati 45 restauratori, 14 archeologi, 13 operai edili, 4 ingegneri, 3 architetti e 2 geometri – le operazioni di restauro dei sotterranei hanno riportato alla luce 15mila metri quadrati di superficie di cui: quattromila di superfici in travertino, peperino e tufo; duemila di protezioni di nuclei a vista delle murature antiche; 6.300 mq di superfici di laterizio; 700 metri quadrati di superfici pavimentali in opera spicata, mille di superfici a intonaco; 1.500 di superfici pavimentali in cocciopesto.

"Un monumento nel monumento" per usare le parole della direttrice del Parco archeologico, Alfonsina Russo che ha portato a conclusione il progetto già avviato nel 2016 dalla soprintendenza archeologica di Roma al termine della prima fase dei lavori.

L’obiettivo è riportare il Colosseo alla sua struttura originaria. Come duemila anni fa, il dedalo di corridoi sotterranei tornerà, infatti, a essere interamente ricoperto dall’arena. "Con le risorse di Tod’s – ha spiegato il ministro della Cultura, Dario Franceschini – sono stati finanziati il restauro degli ipogei, l’esterno e il centro servizi; con le risorse pubbliche completeremo entro il 2023 l’arena e così il Colosseo tornerà come era prima della fine dell’Ottocento, un luogo che si potrà ammirare dal centro in tutto il suo splendore, mentre gli ipogei saranno visitati nei sotterranei".

Il piano degli interventi realizzati da Tod’s continuerà con il restauro delle gallerie del II ordine, la messa a norma e l’implementazione degli impianti e la realizzazione di un centro servizi che consentirà di portare all’esterno le attività di supporto alla visita.

"È un vero orgoglio constatare che tutto quello che ci siamo prefissati dieci anni fa si sta realizzando" ha affermato l’ad e presidente del Gruppo Tod’s, Diego Della Valle, lanciando un appello alle grandi aziende rappresentative del Paese affinché diano il loro contributo. "Farlo da soli è un’opzione?" Questa la risposta che nel 2011 il patron di Tod’s ha dato all’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno che gli proponeva di partecipare insieme a un pool di aziende al restauro del Colosseo.

"Un impegno economico gravoso che – racconta Della Valle – ci siamo, tuttavia, assunti volentieri perché volevamo ottenere la possibilità di realizzare un’operazione libera da sponsorizzazioni e scambi commerciali: mecenatismo puro da parte dell’azienda per il Paese. Siamo partiti ed eccoci qua. Speriamo che questo sia un esempio".