Foto: Sinan Kocaslan / iStock
Foto: Sinan Kocaslan / iStock

Lo abbiamo già notato con la carne coltivata in laboratorio: il futuro dell’alimentazione potrebbe essere il cibo creato attraverso la coltivazione di cellule animali, evitando qualsiasi processo di sfruttamento di ovini, bovini e altri animali d’allevamento. L’agricoltura animale industriale, ricordiamo, è responsabile quasi del 20% delle emissioni inquinanti a livello globale.
Dopo la carne, dunque, sulle nostre tavole arriverà il formaggio vegano creato in laboratorio: un prodotto ben diverso dal formaggio vegetale a base di riso, soia o tofu che vediamo ora nei nostri supermercati. Un’indagine della University of Bath - la prima su larga scala inerente a questo tema - ha testato l’opinione delle persone in merito a questi cibi così particolari, innovativi e (presumibilmente) costosi. Il risultato? Circa 7 consumatori su 10 sono favorevoli ai prodotti lattiero-caseari creati in laboratorio.

Cos’è la fermentazione di precisione

Il formaggio del futuro sarà creato attraverso la fermentazione di precisione, che combina la biologia ai processi di fermentazione.
La fermentazione di precisione parte da un microrganismo che viene nutrito principalmente attraverso glucosio, scarti agricoli e scarti alimentari. A quel punto viene “programmato” dai biologi per trasformarsi in una molecola organica più complessa. In sostanza, ricevendo un tratto copiato di DNA bovino, i microrganismi sono in grado di produrre le vere proteine del latte, fondamentali per ottenere qualsiasi tipo di formaggio. Tutto ciò avviene senza mungere mucche o capre all’interno degli allevamenti intensivi.

Meno diffidenza rispetto alla “carne finta”

Per sondare l’opinione della gente attorno a questi prodotti lattiero-caseari, i ricercatori dell’University of Bath hanno intervistato 5.054 persone provenienti da Brasile, Germania, India, Regno Unito e Stati Uniti.
I risultati, pubblicati sulla rivista Frontiers in Sustainable Food Systems, hanno mostrato che il 79% dei consumatori è disposto ad assaggiare dei formaggi o dei latticini prodotti senza lo sfruttamento di animali, ma solo attraverso la fermentazione di precisione: un processo estremamente costoso fino a qualche anno fa, ma che ora sta diventando più accessibile, aprendo la possibilità di diffondere questi cibi su larga scala. Dal sondaggio è inoltre emerso che il 71% dei cittadini sarebbe disposto a pagare per alimenti di quel genere.

Quasi tutti i soggetti intervistati sono convinti che questi processi di produzione possano ridurre le emissioni di gas serra, che stanno contribuendo ad alimentare il riscaldamento globale. E non è tutto, perché i sondaggi hanno mostrato che i consumatori attualmente più golosi di formaggio, sono anche quelli più propensi all’acquisto dei prodotti lattiero-caseari realizzati in laboratorio.

“La fermentazione di precisione ci consente di produrre un vero formaggio senza coinvolgere gli animali. Vedere sempre più consumatori, specie se giovani, promuovere l’adozione di formaggio non-animale è un indicatore del fatto che questi prodotti non saranno di nicchia, come per esempio gli attuali formaggi vegani”, spiega il dottor Christopher Bryant (University of Bath), uno degli autori dello studio.