Amadeus sarebbe pronto a lasciare la direzione di Sanremo (Ansa)
Amadeus sarebbe pronto a lasciare la direzione di Sanremo (Ansa)

Sanremo, 28 gennaio 2021 - Amadeus pronto a rimettere il suo mandato di direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2021? Secondo voci insistenti raccolte dall'Adnkronos all'interno della squadra del Festival, il conduttore starebbe valutando il gesto clamoroso, dopo le parole twittate dal ministro Franceschini sul divieto ai figuranti in sala per il Teatro Ariston di Sanremo.

Il tweet del ministro Dario Franceschini

Franceschini, interpellato dall'Ansa, ha aggiunto: "Sono il primo a sperare che l'andamento dei contagi consenta di riaprire al più presto i teatri con le misure di sicurezza necessarie e sto lavorando per questo. Ma le regole vigenti valgono per tutti, dallo spettacolo più grande al teatro più piccolo".

Covid, il bollettino con i dati del 28 gennaio

Amadeus e i suoi, che hanno sempre parlato della difficoltà per gli artisti di esibirsi davanti ad un teatro vuoto, avrebbero sottolineato anche come ieri il ministro della Salute Roberto Speranza, nella lettera inviata al coordinatore del Cts Agostino Miozzo, non avesse parlato di figuranti, come ha fatto invece Franceschini, le cui parole sono state dunque interpretate come un attacco al Festival. Dal momento che - si fa notare da ambienti vicini al festival - molti altri programmi tv vanno in onda con un pubblico di figuranti scritturati. Amadeus non intende fare dietrofront. Il direttore artistico e conduttore del Festival di 
Sanremo avrebbe esposto con chiarezza, in un incontro a Viale Mazzini con il direttore di Rai1, Stefano Coletta (l'ad Fabrizio Salini era impegnato nel Cda), la sua posizione ribadendo che rimane sulle convinzioni già espresse nelle scorse settimane: primo, non intende condurre il festival davanti ad una sala vuota; secondo, il Teatro Ariston è considerato da tutta la squadra che lavora al festival uno studio televisivo, tanto che la platea è stata completamente smontata per adattarla al necessario distanziamento dell'orchestra e del pubblico di figuranti. Amadeus ha comunicato di voler attendere le decisioni del Cts (e della politica) per trarne una conclusione definitiva.

Domani sarà la giornata decisiva per capire come si svolgerà il Festival: il Cts si riunirà per prendere in esame la richiesta arrivata ieri da Speranza. A prescindere dal fatto che sia composto da paganti o da figuranti, l'orientamento del Cts sarebbe verso un no al pubblico. Impensabile fare un'eccezione e consentire il pubblico al teatro Ariston, non solo per i motivi sanitari ormai ben noti, ma anche per coerenza rispetto a quanto detto dal Cts in innumerevoli documenti, e alle relative decisioni che costringono alla chiusura ormai da mesi cinema e teatri di tutta Italia. I timori del Comitato, poi, si concentrerebbero anche sul rischio di assembramenti fuori dal teatro.

Teatro o studio tv? Il nodo della presenza del pubblico all'Ariston è legato alle disposizioni in vigore: i teatri sono chiusi, ma la presenza di pubblico è ammessa negli studi televisivi, "in quanto alle trasmissioni televisive non si applica il divieto previsto per gli spettacoli, perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento coreografico o comunque strettamente funzionale alla trasmissione", ferme restando le norme di distanziamento. Lo si legge nelle Faq sul sito di Palazzo Chigi.

Alcuni programmi tv, come Amici di Maria De Filippi, si svolgono con il pubblico, nel rispetto delle norme anti contagio. La linea della Rai è equiparare l'Ariston a uno studio che ospita un programma tv seriale, come ha spiegato ieri anche il direttore di Rai1 Stefano Coletta e quindi può svolgersi in presenza di pubblico (comparse, figuranti, ospiti) come prevede la risposta alla domanda pubblicata nelle Faq.

Fimi adotta protocollo

La Federazione dell'industria musicale in una nota ha annunciato di aver adottato il protocollo predisposto da Afi, Fimi e Pmi per le case discografiche al Fesival. "Il Consiglio Direttivo Fimi ha adottato oggi formalmente il protocollo predisposto da Afi, Fimi e Pmi con le linee guida che saranno seguite dalle case discografiche al Festival di Sanremo - si legge nella nota -. Il protocollo sarà diffuso a tutti i media, operatori, istituzioni ed albergatori nei prossimi giorni - si spiega - consentendo a tutti i soggetti coinvolti di adeguare le misure di sicurezza agli standard più elevati in occasione dei rapporti con l'industria discografica durante la manifestazione. Il protocollo potrà essere integrato e modificato a seguito dei provvedimenti adottati da Cts e Rai con i quali le associazioni avranno un'interlocuzione".

Al Bano: "Rimandiamo Sanremo"

"La mia su Sanremo l'ho già detta: in onore del Festival e per ciò che ha rappresentato nel mondo e per gli italiani è meglio rimandarlo'' è quanto ribadisce Al Bano dopo la notizia che sarà vietato il pubblico in sala anche all'Ariston. "E' giusto che non ci sia il pubblico -sottolinea - sarebbe troppo rischioso. Per questo dico rispettiamo Sanremo e rimandiamolo. Il Covid morirà, Sanremo deve essere onorato per quello che è e farlo in piena pandemia è un errore''. E sui rumors secondo cui Amadeus sarebbe pronto a rimettere il suo mandato di direttore artistico e conduttore del Festival, Al Bano commenta: "Sarebbe un peccato, ormai aveva fatto esperienza''.

Forza Italia divisa su Sanremo

Il no a uno strappo alle norme per favorire la kermesse canora rischia di spaccare Forza Italia, opponendo Giorgio Mulè e Andrea Ruggieri, entrambi componenti della Vigilanza Rai, e il secondo è anche portavoce dei gruppi parlamentari. Per Mulè: "Già nei giorni scorsi avevamo sollecitato la Rai a prendere una direzione diversa. Sanremo e il suo territorio devono essere messi in condizione di ospitare il Festival nel migliore dei modi e dunque prevedendo anche uno slittamento di alcune settimane, quando cioè le condizioni sanitarie lo permetteranno". 

Altra l'opinone di Ruggeri: "Per me si deve poter lavorare, se lo si può fare in sicurezza. Ci vogliono prudenza e libertà", il che vale anche per Sanremo. "Se la Rai - spiega - ritiene di potercela fare, per la Rai vale quello che dovrebbe valere per tutti gli italiani: chi può lavorare in sicurezza, senza spargere contagio, lo faccia. L'alternativa è la povertà, che però avrà dei padri politici, sia chiaro", ammonisce il deputato.

Sindaco Sanremo: "Comune richia default"

"La mancata realizzazione del Festival e la reiterata chiusura del Casinò, dopo un 2020 economicamente devastante, porterebbe un minor introito alle casse comunali da portare il Comune al default, richiedendo l'intervento prefettizio sulla gestione ordinaria", lo afferma il sindaco Alberto Biancheri. "L'eventuale annullamento - aggiunge - avrebbe gravi ripercussioni sugli alberghi, con molti già provati da un anno di crisi che sarebbero costretti a chiudere. Auspico che tutte le istituzioni affrontino con coscienza ogni problematica propedeutica al regolare svolgimento del Festival nel rispetto dei protocolli sanitari".

Toti: "Ariston è studio tv"

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta così l'ipotesi di un Festival senza un pubblico, nemmeno composto da figuranti: "Credo che ci sia stata un'interpretazione corretta dell'ultimo Dpcm da parte della Rai, che considera il teatro Ariston come uno studio televisivo, non certo aperto al pubblico, ma con una platea animata da figuranti - sottolinea Toti -. Tale situazione non porterebbe il Festival a essere equiparato alle realtà previste dalla normativa in vigore per i teatri ma a quella degli studi televisivi. Non ci troverei nulla di strano. Il Festival di Sanremo è uno strumento di grande promozione del nostro territorio, credo che sia importante farlo se le condizioni della pandemia lo consentiranno".