di Giuseppe Tassi

Auto che si trasformano in salotti, volanti nascosti nella carrozzeria, silenziose creature elettriche che spaziano dall’utilitaria ai marchi Premium. Il Salone tedesco (IAA), trasferito a Monaco per motivi logistici ad economici, non ha dubbi sul futuro dell’auto. La nostra compagna di viaggio sarà un vero smartphone con le ruote, a guida autonoma, sempre connessa e ovviamente a emissioni zero. Avrà linee essenziali negli interni, allestiti con materiali riciclati. Ma offrirà grandi spazi, tavolini, sedili girevoli, sportelli che si aprono contro vento. E poi design innovativo, fari che di perdono nella carrozzeria, telecamere al posto degli specchietti. Questo raccontano i concept di Bmw (iVision Circular), Mini (Urbanaut), Smart (Concept #1) e Volkswagen (ID Life), le creature che hanno catturato l’attenzione di un pubblico molto più eterogeneo rispetto ai Saloni tradizionali.

Ma la nota più singolare dells IAA di Monaco, dove Bmw e Mercedes si sono sfidate anche a colpi di novità pronte per il mercato (i4, iX, EQG, EQS, EQE), è che l’auto non è più centrale nella rassegna tedesca. O meglio, le quattro ruote si iscrivono in un progetto di mobilità allargato fra droni, biciclette, monopattini elettrici e un mare di 700 espositori che propongono componentistica e servizi per la mobilità.

Se ne va la poesia del Salone classico ma restano auto da vedere e toccare, futuri da immaginare nel design ardito e nelle orioginali soluzioni dei concept.

Chi ipotizzatava il crollo dell’automotive dopo il Covid si rassegni. L’auto è viva e ha voglia di correre verso un mondo nuovo. Monaco ci ha aiutato a togliere il primo velo.