Giovanni

Morandi

Strano trovare no vax nella città che ama credere nei miracoli. Come ci racconta John Horne Burns nel suo libro, “La Galleria”, che è un diario di vita vissuta che ha come scenario Napoli. La sfiducia di poter sfuggire al male risulta da questo colloquio. "È una cosa straordinaria. Stavo

quasi per morire di polmonite e me la sono cavata con quel farmaco". "Ah! Forse a te avrà fatto bene ma io sono del parere che deve essere

ancora testato. Dicono che guarisca anche le malattie veneree ma sono convinto che faccia scomparire i sintomi e si limiti ad arrestare il male solo per un certo tempo. Non sappiamo ancora nulla sulle future reazioni che può provocare nel corpo umano e penso che probabilmente fra dieci anni si avranno molti storpi e molti che cadranno morti all’improvviso. Quelle saranno le vittime della

gran truffa che è questa medicina". "E io invece ti dico che funziona".

Potrebbe essere una chiacchiera delle tante che si sentono oggi sui vaccini anticovid e invece è un

colloquio tra due soldati americani che sono a Napoli negli anni della guerra. È un colloquio che si svolge nel 1944, sulla penicillina, ma la problematica rimane quella di oggi. Con una differenza però. Le sofferenze della guerra

potevano costituire uno spiegabile motivo alla sfiducia di allora mentre gli ostinati scettici di oggi, che ignorano e disprezzano le risorse scientifiche di cui

disponiamo, non hanno

giustificazioni.