Happy Days compie 50 anni: l’anniversario dello show cult

Happy Days spegne il 15 gennaio 2024 ben 50 candeline: ecco qual è l’impatto che il serial ha lasciato sulla cultura pop in questo mezzo secolo

'Happy days' compie 50 anni

'Happy days' compie 50 anni

Roma, 13 gennaio 2024 – Giro di boa per ‘Happy Days’, il celeberrimo serial americano che il 15 gennaio 2024 compirà ben 50 anni, un traguardo importantissimo per la situation comedy che ancora oggi, a quattro decenni dalla sua conclusione, è un importante punto di riferimento culturale per milioni di affezionati telespettatori in tutto il mondo. Ecco come si è trasformato un fenomeno di costume così rilevante nel panorama televisivo (Italia compresa).

Il sogno americano sul piccolo schermo

La serie è nata dal genio del regista Gary Marshall (venuto a mancare nel 2016), che alle spalle aveva già programmi di successo del calibro di ‘The Lucy Show’ o ancora ‘The Dick Van Dyke Show’. L’idea di Marshall era quella di presentare al pubblico la classica cittadina della provincia nel Midwest statunitense degli anni ‘50 e ‘60, con tutti gli archetipi del caso a livello di personaggi e immaginario. Al centro della serie c’erano in modo particolare le vicende quotidiane della famiglia Cunningham di Milwaukee, composta da Ron Howard (il celebre regista, giovanissimo, interpretava il timido protagonista Richie), Marion Ross (Marion), Tom Bosley Howard) e Erin Moran (Joanie). Happy Days voleva presentare al pubblico tutto quello che una qualunque famiglia dell’epoca sognava, con un piglio comico e spensierato: la serie era in effetti la massima rappresentazione del sogno americano nel periodo d’oro post bellico, a cavallo di altre due guerre che hanno segnato quel periodo storico (da un lato quella in Corea, dall’altro quella del Vietnam). Certamente carica di stereotipi, ‘Happy Days’ voleva porsi come un modo per celebrare un certo tipo di America e di consumismo dell’epoca, ma anche di modi di vivere e di condurre l’esistenza nel pieno del cosiddetto boom economico.

I personaggi

Oltre ai membri della famiglia Cunningham ‘Happy Days’ ha contribuito a costruire il suo suggestivo immaginario pop anche a partire da molti altri personaggi entrati di diritto nella leggenda della tv. Uno su tutti è indubbiamente Arthur Fonzarelli, il mitico Fonzie, interpretato da Henry Winkler. In un primo momento personaggio secondario, divenne una delle figure della serie più amate in assoluto e fu così promosso come protagonista già a partire dalla seconda stagione. Il soprannome "Fonzie" e la frase tormentone di Fonzarelli, "Sit on it", furono creati dal produttore dello show, Bob Brunner. Noto per essere particolarmente “cool” e per le sue espressioni caratteristiche, Fonzie si era fatto apprezzare in città per la sua maestria con i macchinari (come il jukebox del locale Arnold’s e altri distributori automatici, oltre alle luci e ai motori delle auto) che riusciva ad accendere con un semplice pugno, ma anche per la sua capacità di attirare l'attenzione delle ragazze facendole cadere ai suoi piedi schioccando le dita. C’è stato poi spazio per Warren “Potsie” Weber, l’amico del cuore di Richie nonché un talentuoso aspirante cantante. È un po' più spensierato e mondano rispetto a Richie nelle prime stagioni; poi, a metà delle stagioni, viene spesso accoppiato con Ralph, e i due diventano inseparabili. Nelle stagioni successive, il suo personaggio si evolve per enfatizzare sempre di più il suo lato svampito, a tal punto che il termine “Potsie” diventa quasi un sinonimo di imbranato. Tra i personaggi più importanti della serie ricordiamo anche quello di Ralph Malph, il cui peso nello show è diventato molto più importante solo in un secondo momento. Ralph, conosciuto come il clown della situazione e spalla comica di Potsie per eccellenza, lasciò lo show insieme a Richie dopo la stagione 1979-80 per arruolarsi nell'esercito, tornando poi nella stagione finale.

La profondità dei rapporti umani trattata con leggerezza

Tra i punti di forza dello show c’è stata senza ombra di dubbio la sua capacità di intrattenere e divertire il pubblico in maniera leggera, pur affrontando molto spesso dei temi anche piuttosto profondi. Molte delle storie proposte da ‘Happy Days’ erano in massima parte focalizzate sui problemi del passaggio dall'adolescenza alla maturità dei suoi protagonisti: spesso si parlava del rapporto con sé stessi e con l’altro sesso, di crescita personale e delle sfide che la vita ci pone di fronte tutti i giorni.

I coniugi Cunningham e lo stesso Fonzie si sono così posti come punto di riferimento per i ragazzi della serie, proprio alla luce della loro saggezza maturata grazie all’esperienza. Fonzarelli, in modo particolare, pur presentandosi in apparenza come un tipo spaccone, era in realtà una figura molto più complessa e sfaccettata, con le sue personali debolezze e fragilità.

La messa in onda in Italia e gli episodi

‘Happy Days’ è andato in onda per un totale di ben 10 stagioni, dal 1974 al 1984, comprendendo così un’intera decade. Gli episodi. tutti della durata di appena 24 minuti sono stati trasmessi dal network USA ABC fino al 24 settembre del 1984, con un episodio conclusivo che ha visto il cast riunirsi al completo in occasione del tanto atteso matrimonio tra Joanie e Chachi, e con ritorni molto attesi come quello di Richie (che nel serial era partito per il servizio militare e dunque sparito dalla settima stagione in poi).

La prima tv italiana del serial è stata trasmessa a partire dall’8 dicembre del 1977 su Rai Uno (dalla stagione 1 alla 9, e quella finale, l’undicesima) e Canale 5 (10° stagione).

‘Happy Days’ ha inoltre generato diversi spin-off: stiamo parlando di ‘Laverne & Shirley, ‘Le ragazze di Blansky’, ‘Mork e Mindy’, ‘Out of the blue’ e ‘Jenny e Chachi’. A inizio anni ‘80 è inoltre uscita una speciale serie animata ispirata allo show, ‘Fonzie e la Happy Days Gang’.

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