19 apr 2022

C’è bisogno di fantasia

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Magazine

Davide

Rondoni

Siamo in un’epoca contraria alla fantasia? La oppressione di eventi che ci incupiscono ha tolto la voglia di inventare? A Ferrara per tre giorni con Fe.Fant torna da venerdì il festival della fantasia voluto dalla Fondazione Zanotti, Accademia dei Silenti e dal Comune. Artisti ed esperti si trovano nella città di Ariosto perché la vera fantasia non è una fuga dalla realtà, ma il nutrimento di un modo più profondo di guardare la vita.

Senza fantasia non si perviene a nessuna scoperta, diceva un importante scienziato. E come mostrerà lo spettacolo di Giovanni Scifoni per il centenario della nascita di don Giussani anche Dio ha molta fantasia. La storia ci insegna che durante periodi pieni di pericoli, in Europa, prima e durante le guerre mondiali, non mancò l’inventiva. Non solo le cosiddette avanguardie artistiche (come nel caso de La terra desolata di Eliot, portata in danza da OrmarsLab a Fe.Fant) si affacciarono in anni non semplici e ci furono innovazioni in ogni campo.

E nelle trincee della prima guerra mondiale, il genio di Ungaretti ebbe lo slancio di nuove invenzioni e visioni poetiche. Allora perché ci sentiamo un po’ privi di fantasia e immaginazione? Immersi in una virtualità di effetti speciali è rachitica la fantasia? Forse occorre amare la vita, il mondo - anche nelle fatiche della storia - per guardarlo in modo fantastico. Con questo amore che nasce dal tornare bambini, semplici, attaccati alla nostra natura, la fantasia si accende. Fe.Fant ne è un piccolo grande segno.

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