Foto: Vonkara1 / iStock
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Quando pensiamo agli effetti dei cambiamenti climatici ci vengono in mente la siccità, l’incremento di alcuni fenomeni meteorologici (come gli uragani) o l’innalzamento del livello dei mari. Ma nessuno, finora, aveva mai pensato allo spostamento dell’asse terrestre. A lanciare questa ipotesi è stato un nuovo studio condotto da un gruppo di esperti guidato dal dottor Shanshan Deng, membro dell’Institute of Geographic Sciences and Natural Resources Research presso la Chinese Academy of Sciences.


Perché i cambiamenti climatici stanno spostando l’asse terrestre

Prima di parlare dei risultati della ricerca è necessaria una premessa. I poli geografici sono i punti d’incontro dell’asse di rotazione terrestre con la superficie della Terra, e non sono fissi: se si muovono loro si muove anche l’asse terrestre. Secondo gli studi precedenti, solo fattori naturali come le correnti oceaniche e il calore proveniente dal nucleo terrestre erano in grado di contribuire allo spostamento dell’asse. Gli esperti guidati dal dottor Deng, osservando i dati satellitari raccolti negli ultimi trent’anni circa, hanno però scoperto qualcosa di inedito. Dall’ultimo decennio del secolo scorso, la caduta di centinaia di miliardi di tonnellate di ghiaccio negli oceani (uno degli effetti del riscaldamento globale) ha permesso ai poli di muoversi in nuove direzioni.

Una nuova era geologica

I poli, secondo i risultati, hanno iniziato a spostarsi da Sud a Est nel 1995. Inoltre, la velocità media dello slittamento polare dal 1995 al 2020 è stata 17 volte più alta rispetto al periodo 1981-1995. Dal 1980, la posizione dei poli è cambiata di circa 4 metri. Sul paper della ricerca si legge che lo scioglimento dei ghiacciai, e il conseguente aumento delle masse d’acqua negli oceani, è stato il principale motore dello slittamento polare che si è innescato verso la metà degli anni Novanta. Al momento, il movimento dell’asse terrestre non è abbastanza evidente da influenzare la nostra vita quotidiana: al massimo potrebbe modificare la durata di una giornata, ma solo di qualche millisecondo. Quella del cambiamento della durata delle giornate può essere una delle conseguenze a lungo termine dello spostamento dell’asse terrestre. Alcuni scienziati sostengono che questo fenomeno sia l’ennesima dimostrazione del fatto che siamo ormai entrati in una nuova era geologica: l’Antropocene. Si tratta di una proposta di un’epoca geologica basata sul fatto che l’uomo, con le sue attività, è riuscito incidere sui processi geologici, attivati dalle modifiche territoriali e climatiche degli ultimi decenni.