Foto: josemoraes / iStock
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Roma, 29 dicembre 2020 - L’impatto economico dei disastri ambientali, accentuati dal riscaldamento globale, ha raggiunto livelli record nel 2020. Secondo il report annuale di Christian Aid, intitolato 'Count the cost of 2020: a year of climate breakdown', i dieci eventi meteorologici più estremi dell’anno hanno provocato danni per un valore totale di 150 miliardi di dollari, superando la cifra del 2019. Il documento conferma che i cambiamenti climatici, oltre alle conseguenze a lungo termine sull’ambiente, producono danni concreti e immediati anche alle casse degli stati. E a risentirne maggiormente sono i paesi a basso reddito.

Il divario tra paesi ricchi e paesi poveri

Gli incendi senza sosta in Australia, l’invasione di locuste in Africa, il numero record di uragani atlantici fino a novembre: sono solo alcune delle catastrofi ambientali (connesse ai cambiamenti climatici) che hanno segnato negativamente il 2020. Come anticipato, il report di Christian Aid stima che il danno economico dei dieci eventi climatici più estremi del 2020 ammonti a 150 miliardi di dollari in totale in base alle segnalazioni degli stati: una cifra addirittura sottostimata, dato che la maggior parte di queste perdite non era assicurata e quindi tracciabile. Il peso è ricaduto in modo sproporzionato sui paesi a basso reddito, dove solo il 4% delle perdite economiche dovute a eventi climatici estremi è stato coperto da assicurazioni, una percentuale decisamente più bassa rispetto al 60% dei paesi ad alto reddito. Un ulteriore fattore che sta contribuendo ad accentuare il divario tra nazioni ricche e nazioni povere.

Tempeste tropicali sempre più distruttive

Le tempeste tropicali massicce, conosciute come uragani, tifoni e cicloni, oggi hanno maggiori probabilità di essere più forti, di durare più a lungo e di mobilitare più acqua. Il bollettino pubblicato sul report di Christian Ad parla di 41 miliardi di dollari di danni e circa 400 morti derivanti dal numero record di uragani atlantici del 2020. Questi eventi si sono rivelati talmente frequenti che l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha esaurito i nomi per riconoscerli, iniziando così a usare l’alfabeto greco. Inoltre, cinque dei dieci eventi climatici più “costosi” dell'anno sono riconducibili a un monsone insolitamente piovoso che si è abbattuto sull’Asia e che ha causato alluvioni estive devastanti in Cina, in India e in Bangladesh, dove un terzo del paese ha subito danni a volte irreparabili.