Foto: Ascendant Films/Burton Fox Films
Foto: Ascendant Films/Burton Fox Films

Ormai da qualche anno il mondo dell'alta cucina e degli chef, stellati o meno che siano, è diventato uno degli argomenti più battuti al cinema e soprattutto in televisione: il film 'Boiling Point' lo affronta da un'angolazione drammatica, raccontando di un cuoco in crisi, e adottando una soluzione formale ardita (le riprese sono state organizzare in modo da dare l'impressione di un unico piano sequenza). Interpretato da Stephen Graham e diretto da Philip Barantini, sta raccogliendo consensi in giro per il mondo, grazie alla partecipazione ad alcuni festival cinematografici, e il primo trailer ufficiale ci aiuta a capire il perché dell'entusiasmo.

Boiling Point, il film

La trama si svolge durante quello che viene chiamato il "venerdì magico", vale a dire l'ultimo venerdì prima di Natale, quello che tradizionalmente è il giorno più impegnativo in termini lavorativi, con il maggior numero di clienti seduti al tavolo e la cucina che marcia a mille all'ora. È in questo contesto che incontriamo chef Andy Jones, che è alla guida di uno dei più rinomati ristoranti di Londra e si barcamena tra debiti, dipendenza e una vita personale che implode. Come se tutto questo non fosse più che sufficiente, ecco arrivare gli ispettori dei servizi di salute e sicurezza, che intendono fare un controllo a sorpresa. A pressione si somma pressione e così giungiamo al punto di rottura evocato dal titolo.

'Boiling Point' nasce dall'omonimo e premiato cortometraggio del 2019 scritto e diretto da Philip Barantini, attore affermato, visto in serie TV come 'Band of Brothers' e 'Chernobyl' e passato a regia e sceneggiatura proprio nel 2019. Il film sul mondo degli chef è il suo secondo lungometraggio dopo l'apprezzato 'Villain' (2020) e ad affiancarlo in fase di stesura del copione c'è stato James Cummings, autore del corto 'Boiling Point' e al suo esordio lungo. Come già accennato, la peculiarità di questo film è che le riprese sono state gestite in modo che l'intero lungometraggio sembrasse realizzato in un unico ciak, in tempo reale e senza stacchi di montaggio. In realtà gli stacchi ci sono e sono stati camuffati, ma in ogni caso le singole riprese sono state lunghe e impegnative: da qui una parte degli elogi ottenuti al Festival di Zurigo e a quello di Karlovy Vary. Recensioni che potrebbero favorire una distribuzione massiccia. Al momento, però, mancano indicazioni sulle date d'uscita nel mondo, Italia compresa.

Il trailer in lingua originale