Dettaglio del poster
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Steve Carell (nomination all'Oscar per 'Foxcatcher') e Timothée Chalamet (candidato per 'Chiamami col tuo nome') sono i protagonisti del film 'Beautiful Boy', storia vera che racconta di un padre, un figlio e la dipendenza dalla droga che si frappone tra i due. Esce nelle sale cinematografiche italiane giovedì 13 giugno ed è stato accolto bene, ma senza entusiasmi, dalla critica internazionale.

BEAUTIFUL BOY, IL FILM
Dietro 'Beautiful Boy' c'è il regista e sceneggiatore belga Felix Van Groeningen, al suo primo film in lingua inglese dopo cinque produzioni europee tra le quali spicca l'acclamato 'Alabama Monroe - Una storia d'amore' (2012), che entrò nella cinquina dei candidati all'Oscar per il migliore film in lingua straniera.

UNA STORIA VERA
La sceneggiatura, messa nero su bianco da Van Groeningen insieme a Luke Davies ('Lion', 'Catch 22'), è tratta da due libri differenti, uno scritto da David Sheff e l'altro da Nic Sheff, padre e figlio. Quello di papà Sheff si intitola 'Beautiful Boy: A Father's Journey Through His Son's Addiction'; l'altro è il memoir autobiografico 'Tweak: Growing Up on Methamphetamines'. I due titoli chiariscono l'argomento del film.

LA TRAMA
La storia è quella di un diciottenne che sperimenta droghe da alcuni anni e che proprio con l'arrivo della maggiore età sviluppa una seria dipendenza da metamfetamina. La tossicodipendenza manda in frantumi le prospettive rosee della sua età e coinvolge il padre in una rincorsa a tratti disperata, nel tentativo di utilizzare l'affetto come antidoto alle droghe.

IL TRAILER


"UNA STORIA CHE MI HA TOCCATO PROFONDAMENTE"
Vale la pena di riportare alcune parole di Felix Van Groeningen: "Avevo già trattato l'argomento dell'uso di stupefacenti, ma le forti emozioni suscitate dalle storia degli Sheff, e il modo in cui la raccontano, mi ha toccato profondamente. Questa famiglia crede nell'amore incondizionato, ma deve accettare che non ci sono risposte semplici e che la gestione della dipendenza dalla droga è completamente irrazionale. Ero quasi spaventato dalla portata di questa storia, le cui vicende coprono un arco molto lungo, ma ho percepito l'urgenza e la necessità di raccontarla".

COM'È 'BEAUTIFUL BOY', LE RECENSIONI
In linea di massima, pubblico e critica internazionali concordano nel dire che i due protagonisti principali sono stati bravissimi, soprattutto Timothée Chalamet, per il quale molti vedono un futuro più che roseo in quel di Hollywood.

Le perplessità maggiori nascono dalla volontà di Felix Van Groeningen di non calcare la mano, di non scadere nella pornografia dei sentimenti realizzando un film sguaiato: intenzione nobilissima, che però talvolta l'ha portato a essere troppo distaccato, in alcuni momenti quasi freddo. A seconda delle sensibilità personali di chi ha visto il film, questa caratteristica ha inficiato l'opinione complessiva su di esso. Senza però mai giustificare stroncature senza appello.

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