Ezio Greggio, 67 anni
Ezio Greggio, 67 anni
"Io le scuse ai cinesi non le avrei fatte. Perché nessuno si è sentito offeso. La puntata di Striscia la notizia non l’ho vista, ma ne ho letto sui giornali. Ho tanti amici cinesi e uno di loro, un avvocato, mi ha chiamato per dirmi che quella accusa di razzismo era lidicola. E ha aggiunto: se vedi Gerry Scotti e Michelle Hunziker salutameli. Siamo alla follia totale. Io sono piemontese, allora quando mi dicono ’cerea Greggio’ (tipico saluto regionale, ndr), dovrei offendermi? Voler zittire tutti è fascismo". Ezio Greggio sta preparando il suo ormai classico Festival Monte-Carlo della commedia, che si terrà nel Principato di Monaco dal 31 maggio al 5 giugno. Lei celebra la diciottesima edizione del Festival. Come è...

"Io le scuse ai cinesi non le avrei fatte. Perché nessuno si è sentito offeso. La puntata di Striscia la notizia non l’ho vista, ma ne ho letto sui giornali. Ho tanti amici cinesi e uno di loro, un avvocato, mi ha chiamato per dirmi che quella accusa di razzismo era lidicola. E ha aggiunto: se vedi Gerry Scotti e Michelle Hunziker salutameli. Siamo alla follia totale. Io sono piemontese, allora quando mi dicono ’cerea Greggio’ (tipico saluto regionale, ndr), dovrei offendermi? Voler zittire tutti è fascismo".

Ezio Greggio sta preparando il suo ormai classico Festival Monte-Carlo della commedia, che si terrà nel Principato di Monaco dal 31 maggio al 5 giugno.

Lei celebra la diciottesima edizione del Festival. Come è cambiato l’umorismo?

"È mutato parallelamente alla storia. Diciotto anni fa parlavi di altro, soprattutto di rapporti interpersonali. Oggi ci sono tematiche che allora non esistevano: la digitalizzazione, il fatto che le distanze non esistono più e, purtroppo, anche il Covid. In concorso ci sono film da tutte le parti del mondo, anche da Paesi che non ti aspetteresti, come Perù, Colombia o Finlandia, che riescono a offrire allo spettatore una visione diversa, inconsueta, curiosa...".

Per esempio?

"C’è un film che racconta di una organizzatrice di matrimoni che è single, o quella di una signora di 75 anni che si stufa della vita coniugale, dà una padellata in testa al marito e scappa a divertirsi. Tengo a dire che presidente della giuria sarà Raul Bova, un premio speciale andrà a Micaela Ramazzotti e il premio Legend andrà a Chazz Palminteri, che ci ha fatto l’onore di accettare l’invito".

Ai tempi della pandemia verrebbe una battuta facile: c’è poco da ridere...

"La commedia, soprattutto la commedia all’italiana, ha sempre raccontato i periodi storici, per esempio il divorzio ma anche la guerra, come il grande Mario Monicelli, che fondò il Festival insieme con me, ci ha insegnato. L’anno scorso con Enrico Vanzina abbiamo raccontato proprio il nostro tempo così brutale: Lockdown all’italiana è una commedia, ma con momenti drammatici e malinconici".

Dal cinema alla tv: come è cambiato il modo di far ridere? Di recente il duo Pio e Amedeo, con la loro comicità cattiva e scorretta, hanno avuto grande successo...

"Sono d’accordissimo con loro. La comicità non può essere buona, sennò diventa una novella, cioè una buona novella. La comicità è cattiva, la satira è cattiva. Adesso c’è il fenomeno che ti vorrebbe imporre di non parlare di questo e di quello, ma è una follia. Io ricordo sempre che l’articolo 21 della Costituzione difende la libertà di espressione".

Nella sua lunga e fortunata carriera, le è mai capitato di essere contestato per una battuta che oggi definiremmo scorretta?

"Sempre! Se attacchi la sinistra ti denunciano, se attacchi la destra lo stesso, non parliamo dei 5 Stelle, basta che li citi e ti denunciano. Capitava ai tempi di Drive In, quando facevamo litigare Silvio Berlusconi con Craxi per le battute sui socialisti. Nella comicità l’attualità comanda".

Quando tornerà a Striscia?

"Ancora non lo so, ho molti progetti in cantiere, probabilmente alla fine dell’anno".

Cosa ricorda della prima puntata della trasmissione, 33 anni fa?

"Tutto. Capii immediatamente che avrebbe potuto diventare una grande cosa. Mentre lavoravamo a Drive In, con Antonio Ricci vivevamo 24 ore al giorno insieme, passavamo le notti a parlare del progetto".

Striscia è cambiata molto da allora...

"I semi c’erano già tutti. Ricordo che proprio nella prima puntata Alberto La Volpe (allora direttore del Tg2, ndr) s’incavolò per una battuta che lo riguardava. Striscia aveva già dimostrato tutta la sua forza".