Tra Liguria e Toscana
Tra Liguria e Toscana

Ci sono i misteri della storia che si celano dietro alle statue antropomorfe, testimonianza unica della preistoria. C’è il gusto dei testaroli da assaporare con l’olio nuovo o il pesto alla ligure. C’è un patrimonio di incredibili personaggi che hanno solcato i tratturi e le strade. C’è questo e molto altro nel punto di partenza del nostro itinerario lungo la Francigena in terra toscana. Pontremoli, che molti storici hanno riconosciuto come Apua, la mitica capitale della civiltà dei Liguri-Apuani, è un borgo di raro fascino adagiato su un pianoro dal verde intenso. è uno scrigno di storie, di memorie. è un viaggio nel tempo che ci aiuta a comprendere quanto questa destinazione, terra di mezzo tra Toscana e Liguria, fosse approdo favorevole per i pellegrini verso Roma. I quali, sentendo l’aria di mare insinuarsi tra le ultime propaggini dell’Appennino, proseguivano in direzione della città santa toccando un’altra bella cittadina. Aulla da mille anni è borgo strategico proprio per la sua collocazione sulla via Francigena. Oltre al ruolo commerciale, Aulla proteggeva le strade che conducevano dalla Lucchesia e dalla Liguria fino al passo della Cisa. Lucca è proprio al di là dei monti. La si raggiunge oggi, via Castelnuovo Garfagnana, con la littorina a gasolio che percorre la pascoliana “Valle del bello e del buono” carezzando il Serchio che scende verso la piana. Escludendo la digressione su rotaia, l’incedere è proficuo alla volta della costa carrarina protetta dal bianco etereo delle Apuane. Che incorniciano la Pietrasanta più chic che radical con i suoi ristorantini all’aperto, le gallerie d’arte e quella vocazione da piccola capitale della cultura. Niente a che vedere con la mondana Versilia a due mani di minuti di distanza. Floreale (l’Olanda di Lucchesia) e intima: Camaiore, Campus Major per i romani, conserva i tratti medievali e guarda timorosa l’imponenza del Monte Prana che incombe stagliandosi nel cielo blu. Il passo del Monte Magno la divide da Lucca dove la via Francigena sale e scende verso la Valdinievole. Fino ad Altopascio, oggi capitale delle ‘Città del Pane’. Lo Spedale dei Frati di San Jacopo, nella piazza centrale del paese, testimonia il carattere accogliente di questa terra. I religiosi, avvolti nei mantelli neri, erano conosciuti come i Cavalieri del Tau. Salutando i pellegrini della Francigena, trasformarono la stessa accoglienza in uno specializzato ricovero medico, cambiando per sempre il volto della loro città.

 

PONTREMOLI

Il labirinto simbolo del cammino

Fuori dal centro storico di Pontremoli si trova la chiesa di San Pietro. Custodisce una lastra di pietra con la preziosa incisione di un labirinto fatto di undici cerchi. Molto simile a quello della facciata del Duomo di San Martino di Lucca. Per entrambi, il significato originario era chiaro: il pellegrino o il viandante che li ammirava o li percorreva con il dito, si muoveva simbolicamente verso Dio affrontando le difficoltà del cammino della vita, oppure anche i rischi della stessa via Francigena.

 

LUNIGIANA

A tavola con gusto

Immaginate un pernottamento in uno dei tanti b&b o agriturismo, pensate a un dopocena uggioso e freddo. Pensate al caminetto acceso e le castagne che scoppiettano tra le braci. Pensate ai panigacci, focacce cotte sulla fiamma e cosparse di stracchino e salumi. Immaginate le torte con la farina di castagne Igp. Siete in Lunigiana. Qui c’è davvero più gusto.

 

CARRARA

Il marmo più bianco

Chi non conosce, nel mondo, il valore del marmo di Carrara? Un tempo quasi impossibili da raggiungere per le strade impervie e piene di camion che trasportavano a valle il prezioso materiale, i bacini lapidei sono oggi accessibili con tour apposito. Entrare ed ammirare da vicino una cava di marmo è esperienza impossibile da descrivere. Si può solo provare.

 

PIETRASANTA

Il laboratorio a cielo aperto di Fernando Botero

L’artista colombiano Fernando Botero è da sempre innamorato della Versilia. Ma, a differenza di molti altri grandi personaggi che hanno questa terra nel cuore, lui ha fatto di più. Ha trasformato Pietrasanta nel suo laboratorio a cielo aperto, cambiandone volto e prospettive turistiche e commerciali. Il suo laboratorio si trova proprio vicino al duomo, il cui campanile conserva al suo interno una scala elicoidale si dice ideata da Michelangelo. Sì proprio da lui.