Nella terra dei vini pregiati l’accoglienza è un dovere
Nella terra dei vini pregiati l’accoglienza è un dovere

SE l’attimo è fuggente, meglio non sprecarlo. E se Basilea e la Svizzera sono già alle spalle, basta guardarsi attorno. Già a Breisach, cittadella di vignaioli con i piedi nel Reno, il capo e la schiena appoggiati alla Foresta Nera e il cuore affidato alle cantine dove si produce il sekt, il frizzante brut della zona. Come dire: se il carpe diem è la filosofia di un bravo wine lover, ecco l’occasione perfetta per esplorare la lunga e sorprendente Badische Weinstrasse, la Strada del Vino che taglia in modo verticale il Baden, centinaia di chilometri tra il lago di Costanza e Heidelberg per celebrare i bianchi più pregiati di Germania, i filari dritti come spaghetti e le fattorie dove l’accoglienza è un dovere prima ancora di essere un piacere. Fino alla deliziosa Offenburg, perla della regione viticola del’Ortenau, incorniciata da colline rivestite di vigne e da altrettante terrazze rivolte verso la vicina Francia e l’alsaziana Strasburgo.

Il tempo non è avaro? Tanto meglio. La virata è decisa. E lo è anche il tracciato che stavolta segue la Strada del Vino del Württenberg e debutta a Weikersheim per distendersi lungo le vallate di Heilbronn e del fiume Neckar, tra cantine che affidano le loro fortune a vitigni particolari come il Trollinger e il Lemberger e a rossi intensi e robusti. Il gran finale è tra i vigneti terrazzati a ridosso del centro storico di Stoccarda, quasi che la campagna qui avesse la capacità d’invertire il tradizionale potere attribuito alle città: quello di mangiarsi il territorio circostante. Suggestivo. Meglio dei monumenti, perfino dei musei iper-moderni che celebrano le grandi case automobilistiche locali. A fine agosto, si apprezzano le degustazioni di Riesling e di Sauvignon versati negli strani quartini svevi con il manico, durante l’animatissimo Stuttgarter Weindorf, non prima di avere visitato il Museo del Vino (quartiere di Uhlbach) o assaggiato le specialità gastronomiche in una delle conviviali Besenwirtschaften che i viticoltori aprono nei fienili o nelle cantine quando arriva il vino novello, annunciato dall’esposizione di enormi scope decorate.

In una sorta di epilogo e sintesi, si finisce per concedersi un selfie davanti alle case a graticcio della fotogenica Tübingen e per tornare nel punto in cui il viaggio era iniziato, la Foresta Nera. Quasi una metafora : il cielo stellato in un piccolo centro di poche migliaia di abitanti. Fenomeno astronomico da fine estate? Macché, solo l’ennesima sorpresa in un Land tedesco – il Baden Württenberg - che a Baiersbronn vanta la presenza addirittura di 3 ristoranti al top della mitica Michelin. Della serie: 8 brillanti “étoiles” della severa guide rouge in una cittadina che supera a malapena i 12mila abitanti. Sorprendente? Nemmeno tanto. La sola eresia è continuare a credere che in Germania si mangi male e si beva peggio.