Ser Lapo, l’essenza del Chianti Classico Riserva Docg


Un grande vino, frutto di un’annata eccezionale dove sole, acqua e temperatura sono state perfette per lo sviluppo delle piante e per portare a maturazione uve eccellenti sotto ogni profilo.

Così è Ser Lapo Chianti Classico Riserva Docg 2019 di Castello di Fonterutoli, ora sul mercato. Oltre alle condizioni climatiche favorevoli del 2019, Ser Lapo deve le sue peculiarità alle colline di Cornia e Caggiolo a Castellina in Chianti, tra i 250 e i 350 metri di altitudine, dove vigneti di 15-20 anni di età affondano le loro radici in terreni composti da argille e calcare. Dopo 12 mesi in piccoli fusti di rovere francese, il risultato è un vino – Sangiovese con un 10% di Merlot – strutturato e intenso, adatto a lunghissimi invecchiamenti eppure fresco, con sentori di frutti di bosco e sottobosco. Rosso rubino scuro, al naso esprime note molto incisive di viola passita e di frutti di bosco maturi, tracce di vaniglia e di noce moscata, di pepe nero e di cuoio. Al palato è lungo, armonico, elegante e di grande persistenza. Un vino perfetto quando sulla tavola ci sono primi piatti a base di paste con ragù di selvaggina, secondi di brasati o carni rosse alla griglia, oppure ancora taglieri di formaggi a media stagionatura.

Nel bicchiere Ser Lapo racconta la storia di un territorio vocato e di una lunga tradizione alla produzione di vino, ma c’è di più. Nel suo nome c’è anche la storia della famiglia Mazzei, intrecciata a filo doppio con il Chianti: fu infatti ser Lapo Mazzei, notaio, che per primo nel 1398 utilizzò in un atto ufficiale la parola Chianti per definire il territorio di produzione di un vino, mettendo il punto di inizio di una grande storia enologica.