Luoghi del cuore, romantica toscana al lume di candela
Luoghi del cuore, romantica toscana al lume di candela

“Respira con libertà da questo passaporto marino. Ogni fiatata è un foglio da mille che arricchisce la cassaforte dei tuoi polmoni”. Un monito inequivocabile: lo lancia lo scrittore Enrico Pea da una targa sulla piccola terrazza infondo al molo di Viareggio. Un invito irrinunciabile: a poche centinaia di metri, la frenesia della città pare lontana mille miglia. E la sera, all’ora del tramonto, quando il molo si svuota, il sole cala laggiù lontano e accarezza le punte delle coste liguri, e riempie il cuore. E se lo vuoi godere ancora meglio, quel tramonto, magari prendi l’auto e ti inerpichi da Camaiore sulla strada che porta a Sant’Anna di Stazzema, e ti fermi nello slargo descritto dopo qualche chilometro da un piccolo parapetto. Località La Culla, poche case e una bottega. Che nelle due salette là dietro fa anche trattoria, un gran fritto, naturalmente dell’aia, non di mare: un tavolo vicino alle finestre regala uno spettacolo incomparabile, se hai fortuna la costa l’hai tutta negli occhi, fino alle isole. 


Il tramonto, specialità di tanta Toscana, e se lo vivi in due è meglio. Come se ti lasci sorprendere dalle prime ombre nella magia dell’antica abbazia di San Galgano, quella dal tetto scoperto dove Gazzelloni suonava il suo flauto d’oro e lì vicino Galgano Guidotti aveva piantato la spada nella roccia. Oppure se passeggi per le piccole strade di San Quirico d’Orcia, o tra le perfezioni geometriche di Pienza (ricordi “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli? ecco, lì) nei suoi splendori rinascimentali, e ti affacci verso ovest: ci sarà sempre una fila di cipressi, anch’essa geometria indelebile nel ricordo, a ricordarti la dolcezza di quella campagna. E perché, mano nella mano, non vi affacciate al tramonto dai parapetti di Piazzale Michelangiolo, a Firenze, o vi sedete su una panchina davanti alla chiesa di Sant’Alessandro, a Fiesole? Il panorama di Firenze, al tramonto, ha un profumo che commuove, e ci sarà sempre una trattoria che vi accoglierà per una ribollita, una bistecca, un piatto di trippa. 


È cultura, in Toscana, anche la gastronomia, per non parlare del vino e dell’olio, i principi della cultura materiale di queste campagne. Nulla di meglio e di più facile, allora, che sposarla a certe visioni mozzafiato, a certi angoli di semplice paradiso di silenzi e di lentezza, nel nome di un vero reale detox. 


Eccoti la sera sulla scacchiera della Terrazza Mascagni, a Livorno, per non parlare del panorama da urlo che ti regala un borgo sereno come Montepescali che non per nulla chiamano “il balcone della Maremma” – e in zona, fidati, i piatti e i bicchieri sono sinceri davvero – o come Monticello Amiata e Santa Fiora ai piedi della montagna più misteriosa. Come Rocca d’Orcia, minuscolo, intorno al pozzo delle visioni di santa Caterina. O un altro tramonto spettacolare, sulla strada che da Follonica va a Castiglione della Pescaia: un tratto in salita, un parcheggio: una terrazza spettacolare sul mare. Ma la più emozionante, se cerchi la follia e non hai paura, è un’altalena. A 1250 metri di altitudine, su un precipizio, al Monte Forato sulle Apuane. Con il vuoto sotto i piedi, e il mare negli occhi.