Emozionanti marche tra piazze, buona tavola e arte
Emozionanti marche tra piazze, buona tavola e arte

Le Marche d’autunno sono un po’ come le Marche nelle altre stagioni: bellissime, vivaci, piene di sorprese, pur restando elegantemente riservate e dunque mai sfacciate. Insomma, cambiano i colori di questo tutto armonico, ma non la sostanza. E aggiungeteci che, siccome l’arietta comincia a sollevarsi in settembre e quindi ci si siede a tavola volentieri poiché l’appetito viene stuzzicato dal clima, le piacevolezze culinarie non mancano.

Per chi è interessato a monumenti e luoghi architettonici, ci sono mete imprescindibili, in un itinerario che coinvolge la regione da settentrione a meridione. C’è il palazzo Ducale di Urbino, una vera e propria esaltazione delle forme al cui interno è conservato un altro tesoro, la Galleria nazionale delle Marche e i suoi capolavori del Rinascimento. Ecco poi il Palazzo dei Priori a Fermo con l’affaccio sulla sua splendida piazza, lo Sferisterio a Macerata, dove la celebre stagione lirica sarà pure finita da un mese ma rimane l’originalità della costruzione, palazzo Leopardi a Recanati, che contiene l’infinita storia di chi lo visse e il respiro della grande letteratura, la raffinatezza di piazza del Popolo ad Ascoli, non a caso nota ormai da sempre come il “salotto” della regione. Per chi ama la natura, oltre alla magnificenza delle grotte di Frasassi, si aprono itinerari per tutti i gusti, dal Montefeltro alla riviera del Conero, fino ai monti Sibillini con i loro riflessi azzurri e le storie leggendarie che accompagnano praticamente ogni scorcio. Forse l’autunno è il periodo climatico migliore per una passeggiata in questi luoghi incantati. Per chi preferisce gli insediamenti umani, invece, non resta che chiudere gli occhi e puntare il dito a caso sulla cartina: troverà sempre una città o un borgo capace di sorprenderlo.

L’arte nelle Marche, poi, offre un continuo di occasioni, in questo periodo impreziosito dall’onda delle celebrazioni nella sua città per i cinquecento anni dalla morte del sommo urbinate Raffaello, ma da queste parti l’attenzione al contemporaneo è sempre viva, come testimoniano, tra gli altri, gli appuntamenti con Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado e le foto di Mario Giacomelli a Senigallia, oltre ai magnifici esempi di street art newyorkese di Keith Haring a Osimo.

A tavola, orsù, è tempo di sedersi. In una regione dove agricoltura e pesca sono attività storicamente importanti, la qualità delle materie prime è garantita. Prosciutto, salumi (anche originali, come il ciauscolo) e formaggi, dai freschi agli stagionati, aprono degnamente un’esaltazione dei sensi che può proseguire con una pasta fatta a mano, per esempio i sovrani cappelletti, gli agguerriti competitor dei tortellini emiliani, oppure i prelibati maccheroncini di Campofilone. Per chi preferisce la carne, c’è poi la varietà di offerta di vitello, maiale e agnello. Per gli amanti del pesce ci sono i brodetti, diversi ma sempre buonissimi a seconda dei luoghi. E come dimenticare le varietà di tartufi? Per quanto riguarda i dolci ogni zona ha i suoi, così come i vini, dai bianchi ai rossi ogni sorso è una delizia.