La regina della montagna pistoiese, si sa, è la castagna. Un’istituzione da queste parti, elemento portante di tutte le ricette tipiche locali, ereditate dal passato e dalla tradizione. Della castagna, come del maiale, non si butta via niente! Ma bisogna trattarla come si deve, dalla raccolta all’essiccazione. Patrizio nel suo Slow Tour tra i sapori italiani è arrivato nella frazione di Le Piastre, provincia di Pistoia, dove riceve una calorosa accoglienza e partecipa a una ricostruzione storica del lavoro delle "ghiacciaiole" (ovvero coloro che lavoravano all’interno delle antiche ghiacciaie, ben coperte da molti strati di lana di pecora). Qui assaggia tre sostanziose ricette a base – indovinate un po’?! – di castagne! I Necci, una specie di piadina sottile ottenuta impastando farina di castagne, acqua e poco sale, da farcire e arrotolare con ricotta fresca. E poi la polenta (ovviamente di castagne) che va mescolata con vigore anche se non esistono più le pentole di una volta… fino al dessert, il castagnaccio, il cosiddetto "dolce dei poveri" che non ha bisogno di presentazioni! Ma perché tenere ancora vive queste tradizioni? – chiede Patrizio. Perché gli alberi possono dare tanti frutti solo se hanno le radici ben piantate nel terreno, dunque preservare e trasmettere queste radici è un orgoglio, ma anche una necessità! Ben detto.