C’È ANCHE L’UNIVERSITÀ POLITECNICA delle Marche nella partecipazione organizzata dalla Regione Marche all’Expo di Dubai. Il magnifico rettore Gian Luca Gregori non nasconde l’importanza di questa scelta per l’ateneo dorico. "Per noi l’Expo di Dubai è un obiettivo reale di internazionalizzazione. Serve per dire chiaramente – sottolinea Gian Luca Gregori (nella foto) – che la Politecnica delle Marche vuole uscire dai suoi tradizionali confini, creare una maggiore attrattività per realizzare un reale processo capace di rendere il nostro ateneo una porta per gli studenti che scelgono l’Italia. Le capacità utilizzate – racconta il Rettore – a livello domestico vanno allargate sullo scenario internazionale. Partiamo da Dubai per far venire studenti internazionali. Noi abbiamo bellezza e cultura, che non esistono, a questi livelli, in molti posti....

C’È ANCHE L’UNIVERSITÀ POLITECNICA delle Marche nella partecipazione organizzata dalla Regione Marche all’Expo di Dubai. Il magnifico rettore Gian Luca Gregori non nasconde l’importanza di questa scelta per l’ateneo dorico. "Per noi l’Expo di Dubai è un obiettivo reale di internazionalizzazione. Serve per dire chiaramente – sottolinea Gian Luca Gregori (nella foto) – che la Politecnica delle Marche vuole uscire dai suoi tradizionali confini, creare una maggiore attrattività per realizzare un reale processo capace di rendere il nostro ateneo una porta per gli studenti che scelgono l’Italia. Le capacità utilizzate – racconta il Rettore – a livello domestico vanno allargate sullo scenario internazionale. Partiamo da Dubai per far venire studenti internazionali. Noi abbiamo bellezza e cultura, che non esistono, a questi livelli, in molti posti. Ma poi bisogna essere attrattivi in vari modi".

In concreto?

"Oltre ad offrire bellezza e cultura dobbiamo essere in grado di essere realmente attrattivi. Dobbiamo partire, ad esempio, dai corsi di inglese come sviluppo naturale per una strada da intraprendere con una certa velocità".

Mi pare di capire che è necessaria un’accoglienza integrata.

"Gli studenti di provenienza internazionale debbono sceglire la Politecnica per avere soprattutto

un’accoglienza integrata. Con iscrizione, servizi, vitto e alloggio. Dobbiamo essere capaci di offrire studi di alto livello, corsi che attirano e soprattutto essere in grado di superare la tradizionale concorrenza tra atenei marchigiani. Dubai va oltre il singolo evento e deve far parte di una strategia di internazionalizzazione molto più ampia. La nostra università ha certamente bisogno di una vetrina internazionale come Dubai, per presentare le nostre eccellenze. Il nostro Ateneo ha raggiunto il 290° posto a livello mondiale per la ricerca. Dobbiamo partire da lì, puntare su questo: non siamo certo una università sconosciuta".

Così volete presentate una serie di progetti concreti?

"Partiamo da caratteristiche territoriali e competenze individuali e collettive che servono per questo. Oltre che per sviluppare ancora meglio un ruolo internazionale della Politecnica".

La Politecnica delle Marche ha previsto di organizzare un workshop multidisciplinare nella settimana dal 20 al 26 febbraio sul tema "Food, Agriculture, and Livelihoods".

"Il workshop è curato dai docenti Univpm Gianluigi Mondaini, Maddalena Ferretti, Cristiano Luchetti del Corso di Laurea in Ingegneria Edile Architettura della Facoltà di Ingegneria con il contributo di Gruppi di ricerca delle aree di Agraria, Economia, Scienze in partnership con Heriot Watt University. Il tema è ’Oases in the desert’ con un approccio multidisciplinare che ragiona sui rapporti territoriali: dall’agricoltura alla biologia, dall’economia fino ai beni agroalimentari. Essendo in grado di rigenerare il rapporto tra città e periferia. Questo tema coinvolgerà diversi colleghi nell’ambito del corso di laurea magistrale in management della sostenibilità".

Tra gli eventi previsti ci sarà ’Italian Dialog’.

"È organizzato dalla presidenza della Regione e punta ad evidenziare questo distretto biologico unico per le Marche che vuole lanciare tutta una filiera biologica. Sarò presente anche io nel ribadire l’importanza di una scelta biologica marchgiana, che ah già ottenuto ottimi risultati con Fileni Bio, strumento ed oggetto di grande comunicazione. L’idea della filiera è vincente, per avere prodotti biologici bisogna fare allevamento biologico. E altrettanto importante mi sembra l’idea di lanciare un vino biologico. Il tema di aggregare le varie produzioni mi pare interessante ed importante".

Gli altri appuntamenti previsti sono "La città ideale del futuro: Nuovi paradigmi e nuovi codici di pratica" (24 febbraio 2022) e il Forum organizzato dall’impresa Hsign con la collaborazione dei docenti Marco D’Orazio (Pro Rettore Univpm) e Paolo Clini (Referente Univpm per la valorizzazione dei beni culturali). Inoltre c’è ancora un Forum dal titolo "Systemic innovations for digitally supported circular water management: from european r&d to widespread application", che dovrebbe coordinare il docente Francesco Fatone in collaborazione con la Khalifa University nella settimana dedicata al tema dell’acqua.