Vincent Lambert, tetraplegico in stato vegetativo dal 2008 (Ansa)
Vincent Lambert, tetraplegico in stato vegetativo dal 2008 (Ansa)

Parigi, 20 maggio 2019 - Fa discutere in Francia, e non solo, la decisione di 'staccare la spina' a Vincent Lambert, il tetraplegico in stato vegetativo da dieci anni diventato il simbolo del dibattito sul fine vita. Questa mattina all'ospedale di Reims era stata avviata la procedura per lo stop delle cure, malgrado la ferma opposizione dei genitori che presentato un ricorso contro la decisione dei medici. E in serata la Corte di Appello di Parigi ha ordinato la ripresa delle cure.

Straziante questa mattina l'urlo della madre dell'uomo: "Lo stanno uccidendo, senza averci detto nulla, sono dei mostri". La donna, citata da Bfm-Tv, ha aggiunto di averlo "appreso questa mattina via mail". Manforte è arrivata dal suo legale Jean Paillot, "scandalo assoluto: non hanno neppure potuto baciare loro figlio" ha detto.
Al contrario la moglie di Lambert, suo nipote e sei fratelli hanno accettato la decisione dei medici. Ma i genitori, ferventi cattolici, si sono opposti. E ieri hanno partecipato a un corteo con circa 200 persone davanti all'ospedale dove è ricoverato il figlio, chiedendo che resti in vita.

I medici, nonostante diversi ricorsi giudiziari presentati dai genitori, hanno applicato la decisione del Consiglio di Stato di interrompere le cure. Per il 42enne è stata dunque interrotta ogni forma di alimentazione e idratazione. La decisione di interrompere le cure in realtà non è arrivata all'improvviso, essendo stata convalidata dal Consiglio di Stato alla fine di aprile. 

Lambert, infermiere psichiatrico, è in uno stato vegetativo da quando, nel settembre 2008, rimase coinvolto in un incidente stradale. Il trauma gli ha provocato una lesione cerebrale che lo ha reso tetraplegico e assolutamente dipendente. Nel 2011, i medici hanno escluso qualsiasi possibilità di miglioramento e nel 2014 la sua condizione è stata classificata come vegetativa. 

L'avvocato dei genitori non ha desistito però. Il dottor Vincent Sanchez, che guida il reparto delle cure palliative dell'ospedale Sébastopol di Reims, aveva annunciato l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione per questa settimana. Secondo il legale, si era tuttavia impegnato ad attendere la risposta ai nuovi ricorsi presentati dai genitori.

Quindi la richiesta di tornare sulla decisione, in nome della Convenzione Internazionale per i diritti dei disabili. "Oggi - ha denunciato il legale - la Francia viola dinanzi agli occhi di tutti una convenzione internazionale sui diritti umani, è gravissimo e assolutamente scandaloso". Paillot ha infine riferito l'intenzione di far ricorso a una procedura d'urgenza alla Corte di Parigi nella speranza di sospendere lo stop ai trattamenti. Nel pomeriggio, la Corte europea dei diritti umani aveva respinto il ricorso dei genitori, in assenza di "nuovi elementi". Mentre il presidente, Emmanuel Macron, aveva detto che la decisione non spettava a lui. La Corte d'appello di Parigi ha invece accolto a sorpresa il ricorso dei genitori.