La conferenza stampa che ha annunciato la maxi-operazione (Ansa)
La conferenza stampa che ha annunciato la maxi-operazione (Ansa)

Roma, 8 giugno 2021 - Centinaia di arresti in tutto il mondo in una maxi-operazione internazionale contro la criminalità organizzata, ribattezzata "Ironside" e "Trojan Shield", che ha salvato più di cento vite in 18 paesi tra cui Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Lo ha dichiarato l'assistente direttore dell'Fbi, Calvin Shivers, in una conferenza stampa nel quartier generale dell'Europol dell'Aia. Le autorità, tramite un'applicazione crittografata installata nei telefoni dei criminali hanno potuto leggere in diretta i messaggi scambiati dai membri delle band. Risultati incredibili: sono stati eseguiti oltre 800 arresti, sequestrati più di otto tonnellate di cocaina, confiscati armi da fuoco e milioni di dollari in contanti.

L’applicazione ANoM 

Alla base della maxi-operazione, definita 'la più sofisticata del mondo', ci sono due agenti dell’Fbi che nel 2018  "davanti a un paio di birre", come riferito dalla polizia, hanno avuto l'idea e "gli influencer criminali" che l'hanno diffusa inconsapevolmente all'interno delle bande. Ma il meccanismo è molto più complicato. L’applicazione ANoM, utilizzata da bande criminali di tutto il mondo per pianificare esecuzioni, traffico di droga e riciclaggio di denaro sporco, ha permesso alle autorità di leggere fino a 25 milioni di messaggi in tempo reale. L’app crittografata, progettata dalla polizia, era stata installata sui telefoni cellulari che, privi di ogni altra funzionalità, venivano scambiati al mercato nero. Un telefono di questo tipo però può comunicare solo con un altro telefono contenente l'applicazione. "Un criminale doveva quindi conoscere un altro criminale per ottenere questo materiale", ha spiegato la polizia australiana. È qui è intervenuto, a sua insaputa, il trafficante di droga australiano latitante Hakan Ayik al quale l’app era stata data da agenti sotto copertura. Ayik ha consigliato l'app ai criminali associati che hanno acquistato sul mercato nero uno smartphone su cui era stato preinstallato ANoM, per inviare messaggi crittografati e  registrare video. "I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta tra i criminali, che avevano fiducia nella legittimità dell'applicazione perché le principali figure della criminalità organizzata ne garantivano l'integrità", ha aggiunto la polizia australiana. Un meccanismo a catena che si è sparso in tutto il mondo. "Questi influencer criminali hanno messo la polizia federale australiana nelle tasche di centinaia di sospetti trasgressori", - ha dichiarato il capo della polizia australiana Reece Kershaw - fondamentalmente, si sono ammanettati l'un l'altro abbracciando e fidandosi di ANoM e comunicando apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando tutto il tempo".

Chi è coinvolto

Una vera e propria operazione spartiacque contro la criminalità organizzata nel mondo, come l’ha definita il primo ministro australiano. "Queste informazioni hanno portato la settimana scorsa a centinaia di operazioni di polizia su scala globale, dalla Nuova Zelanda all' Australia, all'Europa e agli Stati Uniti con risultati impressionanti", ha commentato il vice direttore delle operazioni di Europol, Jean-Philippe Lecouffe. Sono infatti più di 15 e sparsi nella cartina mondiale i paesi coinvolti nella maxi-operazione. Stiamo parlando di Australia, Nuova Zelanda, Usa, Canada, Germania, Paesi Bassi, Inghilterra, Scozia, Norvegia, Lituania, Ungheria, Finlandia, Estonia, Svezia e Danimarca. E numerose le organizzazioni criminali colpite, dalle mafie europee a quelle asiatiche, dai cartelli della droga latinoamericani alle bande di motociclisti, su tutte Comanchero e Lone Wolf. Più di 11.000 persone utilizzavano infatti l'app in tutto il mondo, 1.650 solo in Australia e la metà delle attività criminali rilevate era concentrata nel Nuovo Galles del Sud.