Mercoledì 17 Luglio 2024

Sacerdote ungherese fa la predica con ChatGpt. I fedeli non se ne accorgono

Un prete di un piccolo paese sul Danubio ha affidato la stesura dell'omelia all'intelligenza artificiale

Prete al computer

Prete al computer

L'intelligenza artificiale ci sostituirà in tutto e per tutto? E' un interrogativo che negli ultimi mesi, in particolar modo dopo il lancio di ChatGpt (l'App che compone testi in base ad alcune semplici indicazioni dell'utente). E un prete ungherese ha così voluto affidare l'omelia a questa nuova tecnologia con un risultato che il sacerdote stesso ha definito "Spaventoso e sorprendente".

In un piccolo borgo sulla sponda del Danubio, in Ungheria, il parroco si è affidato all'intelligenza artificiale per la predica domenicale. Il risultato è stato "spaventoso e affascinante", ha spiegato il sacerdote commentando le parole scelte dal computer, che ha poi pronunciato nella chiesa millenaria di Domos, nell'ovest del paese, dove non vivono più di 1200 persone.

"Gli uomini scelti da Dio non devono temere la caduta, perché Nostro Signore sta con loro - recita infatti il testo -, e aiuta a superare le difficoltà. Gli uomini scelti da Dio hanno bisogno della fede e di abbandonare i loro timori, di rimanere aperti alla volontà del Signore".

Il sacerdote Viktor Csanadi ha letto solo il testo prodotto dal ChatGPT, l'intelligenza artificiale dell'OpenAI. "Ho sentito molte cose sull'intelligenza artificiale, sul ChatGPT, e ho deciso di provare a fargli scrivere la mia predica", ha detto Csanadi al giornale online Mandiner.

"Guarda, amico mio - ho detto alla macchina - , io sono un prete, stiamo parlando di questioni di fede, mi aiuti per favore a fare la mia predica di domenica?» Detto fatto. È bastato premere il pulsante 'enter', e il testo è venuto fuori senza problemi. "È stata un'esperienza spaventosa e affascinante", ha detto il parroco. Il testo, intitolato "Messaggio del nostro Fratello Macchina" è stato pubblicato poi sul sito della parrocchia.

L'essenza del contenuto: chiunque può essere intermediario del messaggio di Dio. "Non so se l'intelligenza artificiale sostituirà in futuro il lavoro dei preti. Dovremmo rispondere di no, ma non ne sono certo", ha detto ancora il parroco. Certo: i fedeli non hanno trovato niente di speciale, e hanno pregato con devozione ascoltando le parole scritte dal ChatGPT alla fine del sermone. Altri hanno manifestato più dubbi. "Questa predica non differiva tanto da molti altri testi, pronunciati nella routine di molti preti, dove parole e idee pesanti, piene di tesori, suonano vuote, e invece della profondità dell'essenza di Dio, affluisce soltanto un nulla paralizzante", ha detto Katalin Lukacsi, ex deputata cattolica, rappresentante di un mondo che si oppone alla religiosità superficiale. "L'intelligenza artificiale sta entrando in sempre più sfere della nostra vita, ma forse dovremmo designare territori vietati", avverte in un comunicato la Comunità ecumenica libera.