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20 mag 2022

Guerra in Ucraina, Mosca annuncia: "Azovstal sotto il pieno controllo"

Il comandante del battaglione Azov, Denis Prokopenko, trasferito con un veicolo blindato speciale. Orrore teatro di Mariupol: centinaia di corpi sotto le macerie. Draghi: "Da Putin un errore spaventoso". Gli Stati Uniti manterranno una presenza di 100.000 militari in Europa

 

20 mag 2022

Roma, 20 maggio 2022 - L'acciaieria Azovstal di Mariupol è sotto il controllo russo. L'annuncio di Mosca arriva nel giorno 86 della guerra in Ucraina. Il ministero della difesa russo ha dichiarato: "L'acciaieria Azovstal di Mariupol è totalmente sotto il controllo delle forze armate russe". Il ministro della Difesa russo Seghei Shoigu ha comunicato al presidente Vladimir Putin "la fine dell'operazione e la completa liberazione di Azovstal dai militanti ucraini".

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L'ultimo gruppo di 531 soldati ucraini si è arreso oggi; il totale di combattenti ucraini che hanno lasciato l'impianto industriale è di 2.439. Fra questi il comandante della 36esima brigata dei Marines delle forze armate ucraine, Sergei Volynsky, meglio noto come Volyn, e il comandante del battaglione Azov, Denis Prokopenko. Quest'ultimo è stato trasferito "con un veicolo blindato speciale" verso i territori controllati dalla Russia "perché i residenti lo odiavano e volevano ucciderlo per le numerose atrocità" commesse, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa russo, generale maggiore Igor Konashenkov.

Sempre a Mariupol, i russi - fa sapere il consigliere del sindaco di Petro Andryushchenko - hanno completato la rimozione delle macerie del teatro bombardato a marzo, portando via i corpi di centinaia di civili. "Ora non sapremo mai quanti civili o stati effettivamente uccisi dal bombardamento. I morti sono stati sepolti in una fossa comune a Mangush", continua Andryushchenko citato dall'agenzia Unian.

Intanto Gli Stati Uniti manterranno una presenza di 100.000 militari in Europa di fronte alla minaccia rappresentata dalla Russia dopo l'invasione. Lo riferiscono fonti del Pentagono alla Cnn. Prima della guerra, i soldati Usa sul fianco orientale della Nato erano circa 60.000.

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Soldati ucraini usciti da Azovstal perquisiti dai russi (Ansa)
Soldati ucraini usciti da Azovstal perquisiti dai russi (Ansa)

Inferno Donbass

Nel suo messaggio notturno, il presidente Zelensky ha detto che missili russi hanno colpito la notte scorsa il villaggio di Desna - nell'Ucraina settentrionale, vicino al confine con la Bielorussia - provocando "molti morti". E tra i morti ci sono ancora bambini (secondo Kiev finora sono 232 quelli uccisi e almeno 427 quelli feriti). Le forze russe hanno trasformato il Donbass in un "inferno", ha continuato Zelensky, sottolineando che non si tratta di "un'esagerazione". Nel suo discorso, il leader di Kiev ha fatto riferimento al "brutale e assolutamente inutile bombardamento di Severodonetsk", "i bombardamenti di altre città, gli attacchi aerei e missilistici dell'esercito russo: tutto questo non è solo ostilità durante la guerra". Zelensky ha citato "la regione di Chernihiv, in particolare il terribile attacco a Desna", "gli attacchi continui nella regione di Odessa, nelle città dell'Ucraina centrale, il Donbass è completamente distrutto". "Tutto ciò non ha e non può avere alcuna spiegazione militare per la Russia", ha sottolineato il presidente, sostenendo che sia "un tentativo deliberato e criminale di uccidere il maggior numero possibile di ucraini. Distruggere quante più case, strutture sociali e imprese possibili".  "La fase finale è la più difficile, la più sanguinosa" e non si può dire che "la guerra sia finita", sono state ancora le durissime parole del presidente ucraino. "Oggi non posso gridare 'tornate a casa' a tutti coloro che sono all'estero perché la guerra non è finita", ha concluso.

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I combattimenti

A Severodonetsk, nella regione di Lugansk, i russi hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccisi. Al mattino i russi "hanno sparato con l'artiglieria alla scuola di Severodonetsk, dove le persone si nascondevano. Più di 200 persone, molti bambini. Tre adulti sono morti sul colpo", afferma Gaidai, precisando che la polizia della regione di Lugansk sta attualmente cercando di trasportare le persone in un altro rifugio. 

Le truppe russe hanno bombardato ieri 54 insediamenti nelle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk (est), uccidendo 20 civili: lo hanno reso noto su Facebook le Forze congiunte ucraine, secondo quanto riferisce l'agenzia Ukrinform. Gli attacchi aerei e con colpi di mortaio hanno distrutto o danneggiato 105 edifici residenziali e altri 15 obiettivi civili, tra cui un ospedale, un dormitorio, un centro sportivo, un centro commerciale, gli edifici di una banca e un gasdotto. Tra i villaggi colpiti ci sono Severodonetsk, Lysychansk, Avdiivka, Bakhmut e Marinka.

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I colloqui

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Anche sul fronte dei colloqui, la strada resta in salita. La Russia è pronta a riprendere i colloqui con l'Ucraina quando Kiev si dichiarerà pronta a farlo, ha detto il vice ministro degli Esteri Rudenko. Immediata la replica di Kiev: "Non offriteci un cessate il fuoco, questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe". Intanto dall'acciaieria di Azovstal, il vicecomandante Azov, Sviatoslav 'Kalina' Palamar, ha smentito la sua resa. "Io e il mio comando - ha detto - siamo sul territorio dello stabilimento Azovstal".

Draghi: da Putin un errore spaventoso

"Lo sapevo, ne ero sicuro ma non ci volevo credere. Non si portano 200.000 truppe in assetto di guerra sul confine di un paese se non per attaccare. Io ero sicuro sarebbe successo perché purtroppo è successo anche in passato con l'Unione Sovietica. Allo stesso tempo non volevo crederci. Ho parlato con Putin fino all'ultimo e ci siamo dati appuntamento per risentirci, ma lui ha lanciato invasione. È un dramma terribile, un errore spaventoso fatto da Putin", ha detto oggi il premier Mario Draghi. 

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