Mercoledì 17 Luglio 2024

Ucraina: ‘attacchi al macello’ dai russi, la brutale tattica per sfiancare le difese di Kiev

Tra maggio e giugno Mosca ha registrato circa 1200 perdite al giorno, il tasso di letalità più alto dall’inizio delle ostilità. Sebbene queste azioni siano scarsamente preparate, sono anche molto impegnative per le forze ucraine

Kiev, 4 luglio 2024 – Quanto può valere una vita umana in guerra? Per l’esercito russo decisamente poco. L’Ucraina, infatti, denuncia ‘attacchi al macello’ da parte delle forze russe contro i propri soldati. Attacchi scarsamente organizzati dal punto di vista tattico, ma che hanno l’obiettivo di abbattere a livello fisico e mentale gli ucraini. Queste azioni avvengono ogni giorno e si rivelano terribilmente letali per i russi. Tra maggio e giugno Mosca ha registrato circa 1200 perdite al giorno, il tasso di letalità più alto dall’inizio delle ostilità. Sebbene gli attacchi siano scarsamente preparati, sono anche molto sfiancanti per le forze di Kiev.

Anche il colonnello Anton Baev, della brigata Khartia, denuncia che in poche ore, al fronte aperto dallo scorso maggio a nord di Kharkiv, possono arrivare anche diverse ondate di attacchi. "I russi in molti casi usano questa tattica per individuare le postazioni di tiro e per mantenere esauste le nostre unità", ha spiegato in una intervista alla Bbc. Il capitano Ivan Sekach, dispiegato con la 110esima brigata nella regione di Donetsk, a Pokrovsk, paragona quello che vede a un nastro trasportatore con i russi da uccidere, anche se, prima di cadere, magari riescono a spostare più avanti, anche se di poco, il fronte. 

Forze ucraine nell'area di Kharkiv
Forze ucraine nell'area di Kharkiv

"I nostri ragazzi rimangono alle loro postazioni e combattono. Ma è per loro molto difficile quando quattro o cinque ondate nemiche si lanciano contro di te in poco tempo e devi distruggerle senza fine. Non solo fisicamente, ma anche psicologicamente", aggiunge Baev. La considerazione per le vittime da parte dell’esercito di Mosca è decisamente molto bassa, con i cadaveri che vengono spesso abbandonati sul campo di battaglia, denuncia il militare. Inoltre, diverse unità sono composte da soldati feriti, mandati a morire con l’obiettivo di uccidere più ucraini possibile. Altre, invece, sono formate da carcerati che, in cambio di un compenso economico e della libertà, vengono inviati a combattere. "I loro obiettivi principali sono solo quelli di lanciare attacchi al macello e il nostro esaurimento completo". 

Ivan Stupak, ex funzionario dei servizi di sicurezza, aggiunge che "i russi purtroppo sono tanti. Stanno portando avanti questa operazione centimetro dopo centimetro, pollice dopo pollice, 100 metri in un giorno, 200 in un altro. E con successo per loro". 

L’Ucraina, pur disponendo dei numeri per farlo, non ha mai adottato questo tipo di approccio durante il conflitto, anche e soprattutto per la diversa considerazione nei confronti dei caduti. Nelle ultime settimane, infatti, il presidente Zelensky ha rimosso il generale Sodol dal suo incarico. Non sono state rilasciate motivazioni ufficiali, ma Sodol era noto per il suo scarso interesse nell’ascoltare le preoccupazioni dei soldati. Inoltre, era stato accusato di cattiva gestione delle truppe da Bohdan Krotevych, uno dei comandanti del battaglione Azov, la controversa unità militare ucraina che si era distinta durante l’assedio russo della città ucraina di Mariupol, nel maggio del 2022.