Donald Trump (Ansa)
Donald Trump (Ansa)

New York, 18 marzo 2018 - Un altro licenziamento clamoroso e una nuova causa in tribunale. Venerdì notte a meno di 26 ore dal suo pensionamento, il ministro della Giustizia Jeff Sessions, basandosi su un rapporto dell’ispettore generale, ha licenziato il vice direttore dell’Fbi Andrew McCabe per "aver mancato di sincerità". Il rapporto diventerà pubblico a breve.
L’alto funzionario, in aspettativa da gennaio, che aveva guidato l’agenzia investigativa per mesi dopo il licenziamento del direttore James Comey avrebbe terminato il suo lavoro oggi, completando 21 anni di servizio. Ma il licenziamento per ragioni disciplinari rischia adesso di annullargli la pensione.

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Il secondo fatto è che l’avvocato personale di Donald Trump, il tuttofare Michael Cohen, dopo aver pagato con una società di comodo 130mila dollari alla pornostar Stormy Daniels per mantenere il silenzio, le ha fatto causa per 20 milioni di dollari, sostenendo che avrebbe violato l’accordo di "non divulgazione" della sua relazione sessuale col presidente avvenuta nel 2006.
Intrappolato dal caos alla Casa Bianca con i ministri che lasciano e arrivano come se fosse una porta girevole, imbarazzato dal divorzio del figlio Donald jr e dalle sempre più pressanti rivelazioni sul Russiagate, il presidente Usa ha commentato in un tweet : "Andrew McCabe licenziato è un grande giorno per gli uomini e le donne dell’Fbi. Un grande giorno per la democrazia. Il bigotto James Comey era il suo capo e McCabe sapeva tutto delle bugie e della corruzione ai più alti livelli dell’Fbi".
McCabe però ribatte: "Sono stato licenziato per indebolire le indagini di Mueller sulle interferenze russe sul voto e per screditarmi come possibile teste nell’inchiesta. Anche la mia famiglia è diventata un bersaglio senza alcuna ragione". Le sue note relative ai colloqui col presidente sono già nelle mani del procuratore speciale. Mentre non è ancora chiaro se altri documenti che ha conservato sull’indagine siano stati consegnati a Mueller.
 
Il presidente sembra muoversi al centro di uno scenario surreale. I democratici parlano ormai apertamente di "abuso di potere". L’ex direttore della Cia John Brennan lo accusa apertamente dandogli del tu: " Quando la tua disonestà, condotta morale e corruzione politica saranno pienamente note finirai nella spazzatura della storia. Ma non distruggerai l’America. L’America trionferà".
La guerra fra Trump e l’Fbi va avanti da mesi. Le pressioni del presidente Usa sul ministero della Giustizia, che sovrintende all’Fbi sono state enormi. La sua battaglia contro le istituzioni è diventata senza esclusione di colpi. Chiunque lo contraddice è fuori. Ieri un altro dei suoi legali John Dowd ha ventilato il licenziamento dello stesso procuratore speciale Mueller, chiedendo al ministro della giustizia di chiudere l’indagine sul Russiagate. Adam Schiff il leader democratico di minoranza della commissione intelligence della Camera , parla di "ostruzione della giustizia e pericolo per la democrazia". 
Stiamo arrivando a grandi falcate al ‘Trump contro tutti’, ma se a novembre i repubblicani dovessero perdere la Camera, si passerebbe in fretta al ‘tutti contro Trump’ con un impeachment molto più vicino.