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2 giu 2022

Trapianto d’orecchio in 3D con cellule umane

L’intervento a New York su una ventenne. L’impianto auricolare stampato col materiale biologico della paziente: è la prima volta

2 giu 2022
red. est.
Esteri
L’impianto auricolare in 3D realizzato con le stesse cellule della paziente
L’impianto auricolare in 3D realizzato con le stesse cellule della paziente
L’impianto auricolare in 3D realizzato con le stesse cellule della paziente
L’impianto auricolare in 3D realizzato con le stesse cellule della paziente

New York, 2 giugno 2022 - Una donna di 20 anni originaria del Messico nata con l’orecchio destro piccolo e deforme ha ricevuto un impianto auricolare stampato in 3D realizzato con le sue stesse cellule. È la prima volta al mondo che è stata usata la stampa 3D per creare una parte del corpo umano con le cellule del paziente. A creare l’orecchio, trapiantato successivamente dai medici, è stata 3DBio Therapeutics, società di biotecnologie nel Queens, New York. Esperti indipendenti hanno affermato che l’intervento, parte della prima sperimentazione clinica di un’applicazione medica di successo di questa tecnologia, è stato uno straordinario progresso nel campo dell’ingegneria dei tessuti. La paziente è nata con la microtia, un raro difetto congenito che rende il padiglione auricolare o la parte esterna dell’orecchio piccolo e malformato (e può anche compromettere l’udito).

Il nuovo orecchio, trapiantato a marzo, è stato stampato in una forma che corrispondeva esattamente a quello sinistro della donna. Come ha spiegato l’azienda continuerà a rigenerare il tessuto cartilagineo, conferendogli l’aspetto e la sensazione di un orecchio naturale. "È una grande cosa – ha affermato Adam Feinberg, professore di ingegneria biomedica presso la Carnegie Mellon University – che dimostra come questa tecnologia non sia più un se, ma un quando". La sperimentazione clinica, che comprende 11 pazienti, è ancora in corso, ma i rischi di rigetto dovrebbero essere minori grazie al fatto che le cellule provengono dal tessuto stesso del paziente.

La tecnologia potrebbe essere utilizzata in futuro per realizzare molte altre parti del corpo sostitutive inclusi dischi spinali, naso, menischi del ginocchio, cuffie dei rotatori e tessuto ricostruttivo per nodulectomie.

"Se tutto andrà come deve siamo di fronte a un risultato rivoluzionario", esulta Arturo Bonilla, il chirurgo pediatrico ricostruttivo dell’orecchio a San Antonio, che ha eseguito l’intervento di implantologia sulla giovane messicana. "Penso che la mia autostima aumenterà – sottolinea da parte sua la paziente –. Finora per coprire l’orecchio mancante ho sempre dovuto tenere sempre i capelli sciolti. E adesso non vedo l’ora di sfoggiare nuove acconciature".

 

 

 

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