Domenica 21 Aprile 2024

“Torre Eiffel arrugginita e inquinata da piombo tossico”. Dipendenti in sciopero: rischio chiusura anche per le Olimpiadi

I sindacati minacciano di tenerla inaccessibile durante i Giochi. Nel mirino l’amministrazione della città, che richiederebbe troppe tasse all’azienda che si occupa del monumento simbolo di Parigi

La Torre Eiffel (Ansa)

La Torre Eiffel (Ansa)

Parigi, 19 febbraio 2024 – Andare a Parigi e trovare la Torre Eiffel chiusa: l’incubo di ogni turista. Ma può diventare realtà per chi si trova attualmente nella Ville Lumiére. Colpa di uno sciopero proclamato da Cgt – il principale sindacato francese – e Force ouvriere. Da stamattina sotto il celebre monumento campeggia un cartello: “Per via di uno sciopero nazionale, la Torre Eiffel è chiusa. Ci scusiamo”. Le sigle sindacali e i lavoratori della Torre stanno puntando il dito contro la Municipalità di Parigi, che possiede il 99% della proprietà del monumento, in quanto starebbe sottostimando i costi di funzionamento e sovrastimando le entrate. L’amministrazione comunale vorrebbe infatti aumentare la ‘percentuale’ ricavata dagli introiti della Torre, facendola passare da 16 milioni di euro all’anno a 50 milioni.

“C’è stato il Covid, abbiamo perso 130 milioni di ricavi visto che siamo stati chiusi per un anno, e i lavori – per via dei problemi legati al piombo – hanno fatto esploderei bilanci di oltre 120 milioni di euro”, ha spiegato Stephan Dieu a FranceInfo, rappresentante sindacale di Sete, la società che opera sulla Torre Eiffel.

I lavoratori protestano anche per lo stato di degrado della struttura: “Sono 14 anni che non viene ridipinta, mentre normalmente lo si fa ogni sette – sottolinea Denis Vavassori di Cgt – è chiaramente in uno stato d’abbandono, si vede la ruggine”. A queste problematiche si aggiunge il già citato inquinamento da piombo, che richiede una bonifica momentaneamente ferma al 3% della struttura. 

"I visitatori potrebbero soffrire dello sciopero, siamo desolati, ma è per garantire una qualità ottimale delle visite anche per gli anni a venire”, ha continuato Dieu. Si tratta del secondo sciopero in due mesi, e la situazione potrebbe precipitare in vista della prossima estate. Sete sta infatti minacciando di chiudere il monumento più famoso di Parigi durante le olimpiadi, previste tra il 26 luglio e l’11 agosto, due settimane nelle quali è atteso un surplus di turisti nella capitale francese, già meta ambita in quel periodo dell’anno. Ironico, pensando che le medaglie di Parigi 2024 conterranno un esagono di materiale ricavato proprio dall’iconica torre. 

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