Tav merci: sopralluogo notturno in galleria
Tav merci: sopralluogo notturno in galleria

Bruxelles, 24 giugno 2019 - L’Italia e la Francia devono chiarire entro luglio se intendono portare avanti il progetto Tav, e come, altrimenti rischiano di perdere i fondi ancora a disposizione e dovranno restituire alla Ue i 120 milioni già ricevuti. Nuovo ultimatum dell’Unione Europea sulla Torino-Lione. Alla vigilia del consiglio d’amministrazione di Telt, la società incaricata di realizzare e gestire la nuova ferrovia, arriva da Bruxelles l’ennesima richiesta di chiarimenti al Governo italiano. Un termine perentorio che pone davanti al bivio e complica il dialogo politico tra Lega e M5s. I pentastellati sono spaccati persino sull’ipotesi Tav leggera, o mini-Tav, riemersa come possibile soluzione di compromesso.

A Parigi, nella sede Telt, per la prima volta interverrà oggi Iveta Radicova, nuova coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, che nei mesi scorsi aveva annunciato l’intenzione dell’Unione Europea di incrementare dal 40% al 50% il finanziamento comunitario della grande opera. E per la prima volta sarà presente Alberto Cirio, lo scorso 26 maggio eletto presidente della Regione Piemonte con un programma sì-Tav. «È l’occasione per rilanciare la necessità di partire e procedere speditamente con la parte italiana», ha detto il governatore, ricordando di aver calendarizzato per inizio luglio un incontro con Toninelli, ministro ed esponente di quel Movimento 5 Stelle in fibrillazione per l’apertura della loro viceministra all’Economia, Laura Castelli, a un progetto di compromesso.

L’ipotesi è quella formulata dal sindaco di Venaus, Nilo Durbiano, già sul tavolo di Palazzo Chigi dallo scorso marzo, e consiste nel rifare il traforo ferroviario del Frejus, con una nuova galleria di 15 chilometri, al posto del maxi-tunnel da 57 chilometri e mezzo, come previsto dal progetto attuale. Sulla questione è stata convocata una assemblea straordinaria dei pentastellati torinesi, all’ordine del giorno la proposta di indirizzare una lettera aperta con cui chiedere al governo di ribadire il no all’opera. In gioco con gli assetti del Governo c’è anche la tenuta della maggioranza della sindaca Appendino, che in caso di via libera alla Torino-Lione potrebbe subire ripercussioni.