Truppe turche in Siria (Lapresse)
Truppe turche in Siria (Lapresse)

Roma, 14 ottobre 2019 - Avanza l'offensiva turca in Siria. Le milizie filo turche dell'Els (Esercito libero siriano) hanno sferrato l'assalto a Manbij, nel nord del Paese e a ovest dell'Eufrate, attualmente sotto il controllo curdo. Sulla città piovono colpi di artiglieria esplosi dall'esercito turco. Proprio stamani il presidente Erdogan aveva annunciato l'intenzione di prendere Manbij per poi creare una  'safe zone' a est del fiume, con l'obiettivo di muoversi poi verso Kobane, strappata all'Isis dai curdi nel 2015, anche grazie ai raid della colazione internazionale. Nel frattempo a Manbiji sono entrate le truppe di Assad, fa sapere la tv di Stato siriana. Si profila il primo scontro diretto con Damasco, che in seguito a un accordo con i curdi si è mosso a Nord per "contrastare l'aggressione della Turchia".

Manbij è da anni al centro di una disputa tra forze arabe e curde, eserciti turco, americano e russo. È il punto di passaggio nel nord della Siria tra la regione di Aleppo e quella di Raqqa. 

Intanto Trump dà il via alle sanzioni contro Ankara: "Pronto a distruggere rapidamente l'economia turca".

L'accordo curdi-Assad contro la Turchia

La cartina: la Siria e Kobane

Erdogan: Nato sta con noi o con i terroristi?

Erdogan ha accolto con favore l'annuncio fatto ieri prima da Washington sul ritiro di 1.000 soldati americani dalla Siria settentrionale. "Questo è un approccio positivo", ha detto Erdogan ai giornalisti, alla domanda sulla dichiarazione del capo del Pentagono Mark Esper. "Ho parlato ieri con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il giorno prima con il premier britannico Boris Johnson. Nei nostri colloqui ho capito che c'è una seria disinformazione. Starete dalla parte del vostro alleato Nato, o dalla parte dei terroristi? Ovviamente loro non possono rispondermi a questa domanda retorica", ha detto il presidente turco. Erdogan ha poi sottolineato l'"approccio positivo" della Russia, dicendo che Mosca non sembra aver posto alcun ostacolo alla sua offensiva su Kobane. "Ci sono un sacco di pettegolezzi ma ora non ci saranno problemi", avrebbe detto. 

Quanto vale l'export italiano di armi in Turchia

La posizione della Russia

Più tardi però un dispaccio dell'agenzia russa Interfax corregge Erdogan: "Gli attuali sviluppi in Siria non riflettono del tutto la posizione della Russia a favore del mantenimento dell'integrità territoriale del Paese", fa sapere il consigliere per gli Affari Esteri del Cremlino Yury Ushakov. "Qualcosa faremo, vediamo", ha detto il diplomatico a chi gli chiedeva delle prossime azioni di Mosca. Nel pomeriggio i capi di stato maggiore delle forze armate di Turchia e Russia, generali Yasar Guler e Valery Gerasimov, hanno avuto un colloqui telefonico. Non sono noti i contenuti della conversazione.  

Di Maio: "Stop vendita di armi a Turchia"

"Italia e Francia sollecitano la Turchia a cessare subito le operazioni militari nel nord est della Siria, condannandole". È il messaggio che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, hanno condiviso in una bilaterale prima dell'inizio del Consiglio Esteri dell'Ue a Lussemburgo. "È cruciale che l'Ue mantenga una posizione unita sulla Siria e parli con una voce sola", dice Di Maio che annuncia da domani il blocco dell'export di armi italiane verso Ankara, un giro di affari che nel 2018 ha fruttato al nostro paese 360 milioni (dati della Rid, Rete Italiana per il Disarmo).  Eppure "non ci sarà un embargo europeo". 

Oggi il premier italiano Giuseppe Conte, sull'embargo delle armi alla Turchia, ha detto che "serve una decisione collegiale. L'Italia in Europa è capofila per una decisione forte". E ha aggiunto: "Adotteremo tutte le misure, ma deve essere una decisione unitaria, altrimenti se è unilaterale da parte di un singolo Stato non è efficace. Il Governo italiano dice: se un paese stabilisce moratoria cosa cambia per il popolo curdo? L'Italia ha già deciso, se siamo capofila in Europa non vuol dire che vogliamo vendere armi alla Turchia".

Trump: sanzioni

Donald Trump ha annunciato lo "stop immediato dei negoziati" in merito a "un accordo commerciale del valore di 100 miliardi di dollari con la Turchia" e "l'aumento dei dazi sull'acciaio fino al 50%, il livello precedente alla riduzione a maggio". "Veramente c'è qualcuno che pensa che dovremmo andare in guerra con un membro della Nato come la Turchia? - scrive in precedenza il tycoon - Basta alle guerre senza fine". Secondo quanto riporta la Cnn turca, gli Usa avrebbero ritirato anche le forze speciali impegnate a Kobane in difesa dei curdi. Trump poi sul social ha aggiunto: "Sono totalmente pronto a distruggere rapidamente l'economia turca se i leader turchi continuano questa strada pericolosa e distruttiva".

Siria, i funerali di Hevrin Khalaf

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