Bashar Assad con Vladimir Putin (Ansa)
Bashar Assad con Vladimir Putin (Ansa)

Roma, 15 aprile 2018 - Carnefice e gentiluomo, Bashar Assad, che impera sulla Siria, e sua moglie Asma, era la Lady Diana d’Oriente e oggi la strega di Damasco. Giudizi mai così contrastanti. Lui, 53 anni, ha la taglia di Anthony Perkins, molto alto (un metro e 89 centimetri) e filiforme, agli incontri internazionali appare in un doppiopetto fin troppo antiquato. Lei è nata a Londra, educata in un college anglicano e alla mattina prima delle lezioni pregava con le compagne. Bashar ereditò il potere nel Duemila e lo stesso anno sposò Asma Akhras, figlia di una diplomatica siriana e di un cardiochirurgo.
 
Oggi hanno tre figli adolescenti e le mani che grondano sangue, secondo molti ma non per tutti. Bashar, un dittatore sanguinario, eppure resiste da sette anni contro i ribelli e gli attacchi occidentali. Grazie all’appoggio di Putin? Non basterebbe, ma non basta neanche a cambiare giudizio. In Oriente qualcuno ti ama anche perché sei spietato. La dinastia degli Assad (al Assad, il leone) domina la Siria da decenni. Nel 1963, il partito Baath, laico e nazionalista, con l’appoggio dei militari conquistò il potere con un colpo di Stato. Tra i capi, Hafez Assad, 33 anni, il padre di Bashar, un ufficiale di povera famiglia, che apparteneva alla minoranza religiosa degli alawiti. Nel 1971 riuscì a farsi nominare presidente, dopo aver eliminato i rivali. Cominciò a governare come un monarca assoluto, chi osava opporsi spariva. Nel 1982 Hafez soffocò nel sangue la rivolta degli islamisti iniziata ad Hama. I morti furono decine di migliaia. La Siria di Hafez visse nel terrore del Mukhabarat, gli onnipresenti servizi segreti. I suoi agenti spesso erano addestrati in Europa, ma controllavano la società. Gli oppositori eliminati dal Mukhabarat sarebbero 50mila, forse il doppio. In questo clima è cresciuto Bashar, ma senza essere educato militarmente secondo la tradizione di famiglia. Il potere ereditario sarebbe passato al fratello maggiore Bassel. Il giovane preferiva vivere a Londra dove studiava Medicina, specializzandosi in Oftalmologia. Tutto cambiò alla morte del primogenito nel 1994, a 33 anni, in un incidente stradale. Bashar seppe quale era il suo destino, forse non desiderato, ma non era possibile opporsi. Il padre era consapevole che Bashar non aveva le sue qualità, o i suoi difetti, troppo debole. Gli preparò la successione eliminando quanti avrebbero potuto ostacolarlo: nel partito Baath gli avversari erano ancora forti, contrari al potere ereditario degli Assad, giudicando anche l’erede non all’altezza.
 
Quando Hafez morì nel Duemila, Bashar divenne presidente e in Siria e in Europa tutti erano sicuri che grazie a lui il Paese sarebbe cambiato. La nuova Svizzera in Oriente. L’ultimo degli Assad cominciò a governare con prudenza, lasciandosi guidare dai vecchi consiglieri del padre. E sembrava innamorato della bella Asma, un carattere forte, una donna occidentale, che lo influenzava e lo guidava per adottare una sia pur prudente riforma sociale. Il giovane timido costretto a rinunciare i sogni di una vita normale oggi è il carnefice di Damasco che non si piega tra missili e gas letali. Oppure è solo prigioniero di un gioco che non sa guidare.
 

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