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9 gen 2022

Purghe, truppe e un nuovo leader. Putin si tiene stretto il Kazakistan

Arrestato l’ex capo degli 007, il presidente Tokayev sempre più l’uomo di Mosca. Nessuna traccia di Nazarbayev

9 gen 2022
roberto giardina
Esteri
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Kazakistan, oltre 5mila le persone arrestate
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Kazakistan, oltre 5mila le persone arrestate

Si temeva un'improbabile invasione dei russi in Ucraina, e Putin manda i suoi soldati in Kazakistan, dove la situazione, al quinto giorno di violenze, è sempre più drammatica. Il presidente Kassim Jomart Tokayev, 68 anni, venerdì ha ordinato di sparare a vista sui dimostranti senza preavviso, e non è disposto a nessuna conciliazione. Nel discorso alla tv, ieri, ha fatto alcune promesse economiche (un calmiere sui prezzi energetici per sei mesi), ma è stato durissimo contro i manifestanti: "Non ci sarà alcuna tolleranza". I morti sarebbero diverse centinaia, i feriti tremila, e migliaia gli arrestati. Putin ha accolto immediatamente la richiesta di aiuto di Tokayev e ha inviato truppe (almeno 2.500 unità in un sforzo coordinato con le nazioni che fanno parte del Csto, l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva). I militari russi difendono l’ambasciata di Mosca, e hanno ripreso il controllo dell´aeroporto nella capitale. L’America ha comunque invitato a lasciare il Paese i dipendenti che lavorano al consolato. L'intervento russo è avvenuto nel quadro del Csto, firmato dalla Russia e dalle ex nazioni satelliti nell'Asia Centrale. Un aiuto che garantisce il controllo di un Paese chiave. Anche la Cina si preoccupa del vasto e ricco vicino, e ha dichiarato di appoggiare le misure prese da Tokayev. Il Kazakistan, con due milioni e 725mila chilometri quadrati è vasto nove volte l´Italia, con enormi ricchezze naturali, e appena 19 milioni di abitanti. Il maggiore esperto del Kazakistan, il politologo russo Arkadi Dubnov, spiega allo Spiegel, che i motivi economici sono solo una causa, e forse non quella determinante, per le proteste (negli ultimi mesi il prezzo del gas e della benzina è aumentato di due volte e mezzo). La Russia non è intervenuta nel 2010 quando scioperarono gli operai nei pozzi petroliferi, e neanche nel 2019 quando fu eletto Tokayev, che ...

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