New York, 16 aprile 2018 - New York Times e New Yorker si dividono il Premio Pulitzer 2018 (categoria 'servizio pubblico') per gli scoop sul produttore di Hollywood Harvey Weinstein che hanno aperto un vaso di pandora sulle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo, non solo americano, dando al movimento #MeToo.  Il NYT è stato premiato anche nella categoria 'politica interna', insieme al Washington Post per le inchieste sul Russiagate e sulle connessioni con l'elezione di Donald Trump. Ai vincitori del più importante premio di giornalismo va il merito di aver mostrato "la forza del giornalismo Usa durante un periodo di crescenti attacchi", ha detto Dana Harvey, la nuova amministratrice del Pulitzer, che oggi alla Columbia University ha annunciato i nomi delle testate e dei reporter insigniti. "Questi giornalisti coraggiosi, stimolanti e impegnati e le loro testate sono imperterriti nella loro missione a sostegno del 'Quarto potere'. È un compito ancora centrale per una democrazia sana".

Tre premi in tutto per il New York Times: il terzo è andato a una serie di cartoni che hanno raccontato l'odissea di una famiglia di profughi siriani all'ingresso negli Usa, toccando un tasto scomodo per la Casa Bianca. 

Il Washington Post di Jeff Bezos ha portato a casa un altro importante riconoscimento: quello per il giornalismo investigativo, grazie all'inchiesta sulle accuse di molestie sessuali che hanno riguardato il candidato repubblicano al Senato in Alabama Roy Moore. Le rivelazioni del WP hanno consentito la vittoria del democratico Doug Jones, nonostante il seggio lasciato libero dal ministro della giustizia Jeff Sessions fosse storicamente nelle mani dei repubblicani e nonostante Moore avesse ottenuto l'appoggio in extremis dello stesso Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha tacciato come 'fake news' sia il Russia gate che il caso Moore. 

Alla Reuters il premio del 2018 nelle relazioni internazionali per la guerra alla droga del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte. L'agenzia di stampa americana ha anche vinto nella categoria dei lungometraggi per la copertura della crisi dei Rohingya.

Arizona Republic e Usa Today hanno vinto con una serie di servizi sul muro che Trump vorrebbe costruire al confine con il Messico.

Kendrick Lamar (Ansa)Non solo giornalismo. Il Pulitzer per la musica è stato vinto invece dal rapper Kendrick Lamar (nella foto sotto) con il suo l'album 'Damn'. E' il primo musicista non classico né jazz in 102 anni di storia del premio.