New York, 14 maggio 2019 - Washington accusa Teheran dei sabotaggi di alcune petroliere saudite, e degli Emirati Arabi, avvenuti tra sabato e domenica al largo di Fujairah. Le navi sono state attaccate in acque territoriali degli Emirati Arabi Uniti, e proprio Abu Dhabi ha chiesto agli Stati Uniti aiuto nelle indagini. Da quanto riferito da funzionari americani, citati dai media, le valutazioni preliminari indicherebbero che l'esplosivo usato contro le navi sarebbe di origine iraniana. Ancora oggi Riad ha denunciato un attacco con droni contro uno dei suoi oleodotti. Ma l'attacco è stato rivendicato dai ribelli Huthi, in lotta con i sauditi, alleati delle forze lealiste al governo di Abd Rabbuh Mansur Hadi in Yemen.  

TENSIONE ALLE STELLE - Cresce ancora la tensione nel Golfo tra gli Stati Uniti e l'Iran, già alta dopo il rafforzamento delle sanzioni statunitensi contro la Repubblica islamica per la sospensione alcuni dei suoi impegni nucleari, e la minaccia dei pasdaran da sempre presente sullo sfondo di chiudere lo Stretto di Hormuz, dove passa circa un terzo del greggio mondiale. Una situazione che sarà certamente discussa oggi a Sochi durante l'incontro tra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di Stato americano Mike Pompeo.

SI MUOVE LA MACCHINA MILITARE USA - L'Arabia Saudita è un importante alleato, e Washington, per garantire la sua sicurezza e quella degli interessi commerciali statunitensi, ha subito inviato aerei da guerra americani F15 e F35, a rafforzare i già presenti bombardieri B52, nei cieli del Golfo. Per la difesa dei pozzi e degli impianti saranno inviati sistemi antimissile Patriot.

La portaerei statunitense USS Abraham Lincoln ha attraversato il canale di Suez già il 9 maggio, un gigante con a bordo oltre 40 cacciabombardieri, e si sta dirigendo verso lo Stretto di Hormuz, a cui si aggiungerà anche la USS Arlington, che trasporta veicoli anfibi e aerei.

RIVISTI I PIANI MILITARI .- Secondo il New York Times, che cita fonti dell'amministrazione, il consigliere per la Sicurezza, John Bolton, ha già chiesto al Pentagono la disponibilità per  l'invio di 120mila uomini nella regione, se i pasdaran iraniani dovessero attaccare obiettivi militari o accelerare la ripresa del programma nucleare. Patrick Shanahan, segretario ad interim del Pentagono, avrebbe già presentato piani militari aggiornati in un incontro di giovedì scorso dei consiglieri per la Sicurezza nazionale del presidente Donald Trump. Sempre secondo le fonti citate dal Nyt i piani non prevedono un'invasione di terra dell'Iran.

LA SPAGNA SI TIRA FUORI - Prende le distanze dalle tensioni tra Usa e Iran la Spagna. Oggi Madrid ha deciso di ritirare, in via temporanea, una sua fregata impegnata con una portaerei statunitense in Medio Oriente, a causa della crisi tra Washington e Teheran. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Madrid. "Per ora, la fregata Mendez Nunez ha lasciato il gruppo da battaglia della portaerei USS Abraham Lincoln", ha detto un portavoce del dicastero.

UE PREOCCUPATA - Federica Mogherini, alto rappresentante europeo per la politica estera e la sicurezza Ue, si è detta "preoccupata" per il "rischio di una possibile escalation nella regione che non ha bisogno di ulteriori elementi di tensione e di destabilizzazione". Stesse parole usate il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt per denunciare il rischio di una guerra.

IRAN NEGA - Teheran da parte sua respinge le accuse, e chiede l'apertura di un'indagine. "Questi incidenti nel Mar Arabico sono allarmanti e deplorevoli", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Abbas Mousavi, che poi ha messo in guardia contro "l'avventurismo straniero" per distruggere il trasporto marittimo nella regione.