Il tycoon russo Dmitry Obretetsky, 49 anni, con il figlio Ilya, 22 anni
Il tycoon russo Dmitry Obretetsky, 49 anni, con il figlio Ilya, 22 anni

Londra, 8 dicembre 2019 - Nuovo mistero sull’asse Russia-Inghilterra, mentre lo zar Putin osserva nell’ombra. Proprio nei giorni in cui aleggiano fantasmi russi sulle elezioni nel Regno Unito, col governo Tory di Londra che dice di "temere interferenze" di Mosca. Un miliardario dell’ex Unione Sovietica è stato investito e ucciso da un’auto mentre portava a spasso il cane nel Surrey. Dmitry Obretetsky, 49 anni, è l’ultimo di una serie di russi morti in circostanze misteriose nel Regno Unito, anche se ancora formalmente non si indaga per omicidio. Tre auto sono state coinvolte nella carambola, ma fino a oggi non ci sono arresti. La polizia fa appello a testimoni e video dopo la tragedia del padre di tre figli, falciato vicino alla sua mega villa da 6 milioni di sterline. Obretetsky era il proprietario di Magnat Trade Enterprise, distributore ufficiale di Mars, Nestlé e Procter&Gamble in Russia. Pavel Borovkov, suo amico, avanza dubbi: "A Londra la gente guida con molta attenzione. Non escludo che sia stato deliberatamente investito". Il magnate è morto cinque giorni dopo lo schianto a Oxshott Health, villaggio alle porte di Londra, e anche il suo labrador Oscar non ce l’ha fatta. Il 49enne camminava nella campagna sul ciglio della strada verso la sua residenza, e alle 04:45 è stato travolto.

Nelle indagini è emerso che un partner commerciale di Obretetsky, Dmitry Tozik, si trova in cella in Russia, dopo l’estradizione, per non aver pagato 600 dipendenti: le denunce parlano di circa 300mila euro di stipendi pendenti e di un fallimento pilotato. Obretetsky ha fatto le sue fortune a Volgograd dopo la caduta dell’Unione Sovietica, prima di trasferirsi nel Surrey con moglie e figli. Come vicini di casa aveva diverse star del Chelsea, tra cui l’ex capitano John Terry e il proprietario russo Abramovich. Aveva fondato una società di vendita al dettaglio di prodotti chimici per la casa ed era proprietario di Magnat Trade Enterprise.

Questo misterioso incidente riaccende la luce sui casi irrisolti di emigrati russi in Gran Bretagna morti in circostanze non chiare. L’intelligence Usa ha collegato almeno 14 decessi al Cremlino. L’ex dirigente della compagnia aerea russa Nikolai Glushkov, 68 anni – considerato un nemico di Putin – è stato trovato morto a New Malden nel marzo 2018 con segni di strangolamento: l’inchiesta è aperta. Era amico e socio dell’uomo d’affari Boris Berezovsky, antagonista di Putin, morto a 67 anni in circostanze inspiegabili nel 2013 nel Berkshire. Un altro avversario del presidente russo, l’ex spia del Kgb Alexander Litvinenko, 43 anni, è morto nel 2006 dopo essere stato avvelenato col polonio: la pista dei sicari del Cremlino a Londra. Era legato a Berezovsky, come un altro amico Badri Patarkatsishvili, 52 anni. La sua morte nel Surrey è stata dichiarata come un "infarto", ma rimangono sospetti. Poi, il tentato avvelenamento nervino al Novichok dell’ex spia Sergej Skripal e di sua figlia Yulia a Salisbury. Per ora non sono emerse posizioni in contrasto con Putin di Obretetsky, ma gli investigatori vogliono fugare ogni dubbio.