Matteo Salvini davanti a una gigantografia di Macron (Lapresse)
Matteo Salvini davanti a una gigantografia di Macron (Lapresse)

Parigi, 22 luglio 2019 - C'è maretta, in Europa, sul nodo dei migranti. Col presidente francese Emmanuel Macron che non perde la ghiotta occasione di attaccare il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, assente "ingiustificato" al summit informale di Parigi sui migranti e raccoglie l'adesione di 14 Stati Ue a un "meccanismo di solidarietà" per ripartire le persone salvate in mare. L'indicazione è di quelle destinate ad andare di traverso al vicepremier leghista: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino. La 'ricetta' francese è sempre la stessa, ma apre un nuovo scontro con l'Italia, e la replica di Salvini non si fa attendere. Secondo il leader leghista la riunione "è stata un flop" e "noi non prendiamo ordini da Macron".

Una 'guerra' che non è certo una novità: già al vertice dei ministri dell'Interno di Helsinki s'erano delineati i due schieramenti. Da una parte l'asse Parigi-Berlino con una bozza di documento che apriva alla redistribuzione tra i Paesi europei dei migranti soccorsi, fermo restando che questi ultimi devono sbarcare nel "porto più vicino" e dall'altra parte Italia e Malta, contrarie al principio che le condannerebbe, sottolinea Salvini, "a essere l'hotspot dell'Europa". 

Anche per questo il titolare del Viminale ha disertato l'appuntamento di oggi nella capitale francese, inviando una delegazione tecnica del Viminale col preciso compito di 'affondare' i tentativi di arrivare a un documento condiviso. Alla fine Macron deplora gli esponenti politici assenti ("Non si guadagna ma nulla non partecipando") e porta a casa l'accordo di 14 Stati "volontari" pronti a ripartirsi in modo sistematico i migranti soccorsi in mare, senza dover avviare ogni volta complesse trattative dopo il salvataggio. E consegna il suo pensiero a Twitter: "Il nostro dovere è agire - scrive - Non possiamo restare senza fare nulla quando migliaia di uomini, di donne e bambini che hanno lasciato tutto, cadono nelle mani di trafficanti di esseri umani. Non possiamo lasciarli senza altra scelta che i bombardamenti in Libia o il naufragio nel Mediterraneo".

Ma sui porti Macron non demorde: "quando una nave lascia le acque della Libia e si trova in acque internazionali con rifugiati a bordo deve trovare rifugio nel porto più vicino. È una necessità giuridica e pratica. Non si possono far correre rischi a donne e uomini in situazioni di vulnerabilità". 

Ovvio, Salvini non ci sta: la riunione francese, sostiene, "è stata un errore di forma e di sostanza. Nella forma, perché convocata con poco preavviso e in modo assolutamente irrituale visto che siamo nel semestre di presidenza finlandese. Nella sostanza, perché ha ribadito che l'Italia dovrebbe continuare a essere il campo profughi dell'Europa". E aggiunge che il vertice "si è rivelato un flop ed è stato ampiamente disertato dai ministri europei", per concludere che "L'Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia: se Macron vuole discutere di immigrati venga pure a Roma".