Ocean  Viking in navigazione nel Mediterraneano
Ocean Viking in navigazione nel Mediterraneano

Roma, 10 settembre 2019 - Basta cordoni sanitari nel Mediterraneo, per Nicola Zingaretti "quella nave deve entrare in Italia, senza se e senza ma". Così il segretario Pd, intervistato in tv su La7, si è espresso sull'ultimo caso di migranti soccorsi da una Ong la cui imbarcazione, la Ocean Viking, chiede ora di approdare e sbarcare in un porto sicuro. Nello stesso programma, Luigi Di Maio sull'argomento migranti ha detto: quello che serve è 'fermare le partenze", anche 'con politiche di sviluppo" in Africa, mentre "quando arrivano bisogna avviare un meccanismo europeo per la redistribuzione, che già esiste ma deve essere più veloce".

La nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere è ancora in attesa con a bordo 84 naufraghi. Di questi, 34 sono stati salvati il 9 settembre dal veliero Josefa, ma la situazione sulla barca a vela della piccola ong tedesca Resqship, grande 14 metri, era diventata troppo difficile da gestire ed è stato necessario il trasbordo. I migranti provengono da Nigeria, Senegal e Guinea. Tra loro anche 18 minori e 7 donne di cui in stato di gravidanza. Alla richiesta di un porto sicuro non hanno risposto né Italia né Malta.

Intanto la presidente eletta della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nella sua lettera di mandato al greco Margaritis Schinas, ex responsabile della comunicazione della Commissione ed ex deputato del Partito popolare europeo, nominato vicepresidente con delega alla migrazione, chiede di "lavorare su un nuovo patto per la migrazione e l'asilo. Dobbiamo tenere presente tutti gli aspetti - scrive -, inclusi i controlli alle frontiere esterne, i sistemi di asilo e di rimpatri, l'area Schengen per la libera circolazione e lavorare con i Paesi terzi".

Mentre Ocean Viking continua a incrociare sul Mediterraneo in area sar libica con 84 persone soccorse, si risolve a Malta l'odissea degli ultimi cinque naufraghi a bordo della Alan Kurdi, dopo che l'Italia aveva comunicato che vigeva ancora il divieto d'ingresso nelle acque territoriali italiane firmato dall'ex ministro Matteo Salvini. E mentre l'attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, mantiene il più assoluto riserbo, il premier Giuseppe Conte invita "tutte le forze politiche" a "evitare di concentrarsi ossessivamente sullo slogan, porti chiusi porti aperti": visto che il tema "va gestito a livello europeo".