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3 dic 2021

Reggiseni e razzismo, la baronessa Tory nei guai

La parlamentare conservatrice Michelle Mone avrebbe insultato un uomo di origini indiane. Portata alla camera dei Lord da Cameron

3 dic 2021
debora bonetti
Esteri
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Michelle Mone, 50 anni, soprannominata Lady Bra
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Michelle Mone, 50 anni, soprannominata Lady Bra

Londra, 3 dicembre 2021 - La baronessa reggiseno, come veniva chiamata Michelle Mone appena eletta alla Camera dei Lord, è di nuovo nei guai. La Mone è stata fatta baronessa durante il governo Cameron, nel 2015, per essersi distinta come creatrice di intimo con la sua marca di reggiseni “Ultimo”. L’imprenditrice della lingerie ha poi venduto l’80% delle quote dell’azienda (poi fallita nel 2018), diventando miliardaria e attiva sostenitrice dei conservatori, ed è soprattutto grazie a questo che sarebbe stata nobilitata. 
Ma la sua permanenza nella Camera alta del parlamento inglese è ricca di controversie. Ieri, la Mone è stata accusata di razzismo (accusa molto pesante agli occhi dell’opinione pubblica inglese) da un individuo con cui si sarebbe scambiata diversi insulti su Whatsapp (la app di messaggini su smartphone). 
Gli insulti fanno parte di una diatriba seguita a un incidente tra yacht, nel 2019: un membro dell’equipaggio della Mone sarebbe rimasto ferito a morte. A causare l’incidente sarebbe stato l’individuo con cui la baronessa ha poi avuto da ridire. L’uomo, non identificato, sarebbe di origini indiane e la Mone (che parrebbe non averlo notato) l’avrebbe accusato di essere "uno spreco di pelle bianca". 
La Mone avrebbe poi rincarato la dose accusando la fidanzata dell’uomo di essere "mentalmente disturbata" e i due di "raccontare frottole". La neo-nobildonna avrà pensato che la cosa fosse finita lì. 
Invece l’uomo si è lamentato ufficialmente con la Camera dei Lord, chiedendo che la Mone venisse punita per essersi comportata in modo meno che nobile. Non contento, la parte "lesa" avrebbe anche fatto causa alla Mone a seguito dei messaggini pieni di insulti, ma i legali della Lady negano tutto. Nel frattempo è partita una seconda controversia contro la baronessa, forse più spinosa: all’inizio della pandemia, avrebbe agevolato un contratto pari a 250 milioni di euro a favore di un’azienda che produceva materiale protettivo. Lei nega, ma avrebbe avuto legami con l’azienda ’favorita’. Il suo nome è però sulla "lista nera" dei Lord che avrebbero utilizzato un "corridoio vip" per agevolare aziende vicine ai propri interessi, nel pieno dell’emergenza Coronavirus.

La Mone, che ha lasciato la scuola a 15 anni senza neanche il certificato di scuola media, e ha fatto la modella inizialmente per mantenersi, è nota per il suo assenteismo dalla Camera (è mancata l’88% del tempo), palesandosi solo 19 giorni in un intero anno. Presissima con i propri affari e con le criptovalute, la nobildonna avrebbe una fortuna personale pari a 24 milioni di euro, con i quali – fanno sapere i suoi legali per ribadire la sua lontananza da forme di razzismo – avrebbe finanziato la costruzione di diverse scuole in Africa.

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