Khalifa Haftar (Ansa)
Khalifa Haftar (Ansa)

Tripoli, 21 maggio 2020 - Escalation della crisi in Libia: la Russia ha trasferito otto aerei da caccia. "Almeno otto jet dell'era sovietica sono arrivati nell'est»"della Libia "da una base aerea in Siria, verosimilmente per appoggiare una nuova campagna di raid aerei" del generale Khalifa Haftar: lo scrive il sito di Bloomberg sintetizzando dichiarazioni esclusive del ministro dell'Interno libico, Fathi Bashaga, esponente del governo guidato da Fayez al-Sarraj.

La Russia, assieme ad Emirati  arabi ed Egitto, appoggia Haftar contrapponendosi a Turchia e Qatar, schierati a sostegno dell'esecutivo di cui Bashagha è ministro e Fayez al-Sarraj premier. Ufficialmente comunque Mosca mantiene un atteggiamento bilanciato fra i due schieramenti.

Anche se circolano informazioni di paghe non saldate, ascrivibili alla Russia sono anche almeno centinaia di mercenari del gruppo "Wagner": "estremamente ben addestrati hanno condotto devastanti incursioni" contro le forze del governo riconosciuto dall'Onu, ha notato l'Ispi. La loro presenza sul terreno dall'ottobre 2018 è stata segnalata anche da rapporti delle Nazioni Unite. La distruzione o la cattura di alcuni sistemi contraerei russi "Pantsir"sono state annunciate dalle forze di Sarraj nell'ambito della recente presa della strategica base aerea di Watiya a sud-ovest di Tripoli.

Intanto Saqr al-Jaroushi, capo delle forze aeree dell'autoproclamato esercito nazionale libico (Lna), guidato dal generale Khalifa Haftar, ha annunciato l'avvio "della più vasta campagna aerea nella storia della Libia, per colpire interessi turchi e forze del governo di Tripoli in tutte le città libiche". Lo riporta The Libya Observer, riportando le parole di Al Jaroushi secondo il quale "le prossime ore saranno molto dolorose". A Zintan, riporta 218 tv, sono state udite questa mattina forti esplosioni, secondo una fonte probabilmente riconducibili ad un raid aereo dell'esercito libico sulla città.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, si sono espressi a favore di un immediato cessate-il-fuoco in Libia e per il rilancio del processo politico nel Paese sotto l'egida delle Nazioni Unite.

La telefonata DiMaio-Pompeo

A quanto si apprende da fonti della Farnesina, il ministro Luigi Di Maio ha avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Mike Pompeo in merito alla situazione in Libia e all'emergenza Covid. I due hanno ribadito la loro preoccupazione per l'intensificazione delle ostilità in Libia e la necessità di una tregua umanitaria immediata e della cessazione delle interferenze straniere. Hanno anche discusso l'impatto dell'emergenza sanitaria e la necessità di accelerare la ripresa economica.