10 apr 2022

Cisgiordania, sale la tensione: uccisa una donna palestinese

L'esercito: non si è fermata. In Israele 4 attacchi in due settimane

Tear gas canisters are fired from an Israeli military vehicle near the Palestinian refugee camp of Jenin in the occupied West Bank on April 9, 2022. - A Palestinian was killed by Israeli gunfire on April 9 in the West Bank refugee camp of Jenin, home of the gunman behind a recent deadly Tel Aviv attack, the Palestinian health ministry said. The Israeli army told AFP a military operation was ongoing in the Jenin camp, a stronghold of Palestinian armed factions in the north of the occupied West Bank. (Photo by JAAFAR ASHTIYEH / AFP)
Il conflitto israelo-palestinese (Ansa)

Tel Aviv, 10 aprile 2022 - Sale la tensione in Cisgiordania: una donna palestinese di circa 40 anni, Ghad al-Sabbatin, è stata colpita a morte oggi dal fuoco di militari israeliani in un posto di blocco all'ingresso del villaggio di Hussan, presso Betlemme. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Wafa, che cita il ministero della sanità palestinese. La donna era disarmata, è stato precisato. Secondo il portavoce militare israeliano in precedenza la donna si era avvicinata ai soldati in modo minaccioso e aveva ignorato i loro spari di avvertimento in aria. "Di conseguenza le hanno sparato alla parte inferiore del corpo", ha detto il portavoce secondo cui è stata avviata un'indagine. 

Ieri un altro palestinese è stato ucciso e uno ferito durante un raid israeliano nel campo profughi per rifugiati palestinesi di Jenin, sempre in Cisgiordania, da dove viene l'attentatore che giovedì ha ucciso tre persone a Tel Aviv. L'operazione, secondo quanto si è appreso, è legata appunto alla demolizione della casa dell'attentatore.  Alcuni giorni fa tre jihadisti palestinesi erano stati uccisi nel nord della Cisgiordania nel corso di un'operazione israeliana.

In Israele si contano 4 attacchi in poco più di 14 giorni, mentre è in corso il Ramadan e ci si prepara alla Pasqua ebraica, Pesach. La scorsa settimana, un palestinese in Cisgiordania aveva aperto il fuoco sulla folla nella città ebraica ultra-ortodossa di Bnei Brak, vicino a Tel Aviv, uccidendo cinque persone, tra cui due ucraini e un poliziotto arabo israeliano. Pochi giorni prima, due agenti di polizia, tra cui un giovane franco-israeliano, erano stati uccisi ad Hadera in una sparatoria rivendicata dall'Isis. Il 22 marzo, a Beersheva, citta' nel deserto del Negev meridionale, quattro israeliani hanno perso la vita in un attacco perpetrato da un insegnante condannato nel 2016 a quattro anni di carcere per aver pianificato di recarsi in Siria per combattere per Isis. I movimenti islamisti palestinesi di Hamas e della Jihad islamica avevano subito elogiato l'attacco. Sulla scia di questi attentati, l'esercito israeliano, la polizia e i servizi di sicurezza interna hanno arrestato dozzine di persone sospettate di avere legami con l'Isis in Israele e hanno intensificato le operazioni in Cisgiordania in particolare a Jenin, dove proveniva l'aggressore dell'attacco Bnei Brak. Almeno tre membri della Jihad

 

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