Sabato 18 Maggio 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Esteri

"Sull’atomica da Putin bluff e minacce". L’analista: ma ora potrebbe usarla

Batacchi (Rivista italiana difesa): se Kiev dovesse avanzare, Mosca farebbe ricorso alle armi nucleari tattiche

Il presidente russo Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin

"Ormai è una partita di poker tra Putin e la Nato. Si gioca a carte coperte, con calcoli sottili, percezioni, e molti bluff. Il problema di questa partita è che se chiedi di vedere le carte e perdi, il rischio è che ti tirino una bomba atomica". Così l’analista Piero Batacchi, direttore della Rid, la Rivista italiana difesa.

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È credibile che Putin possa testare a breve due delle sei armi che annunciò nel 2018, il siluro a propulsione nucleare Poseidon e il missile a propulsione nucleare Burevestnik? E quale è il senso?

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"È assolutamente credibile, ci sono indicazioni in tal senso, specialmente per il Poseidon, perché non credo che il Burevestnik sia un progetto tecnologicamente fattibile, e infatti i lanci sinora sono quasi tutti falliti. La prima piattaforma vettrice del Poseidon, il sottomarino Belgorod, mi risulta invece sia operativa da luglio di quest’anno. Volerle testare adesso significa una sola cosa: Putin, essendo perdente sul piano del conflitto convenzionale – perché i soldati ucraini sono molti di più, hanno superiorità informativa e ora anche tecnologica – cerca di guadagnare tempo in attesa che si vedano gli effetti della mobilitazione, e sposta il confronto sul piano della guerra ibrida anche non convenzionale. E quindi, ventilando la minaccia atomica e agitando lo spettro di nuovi armi nucleari, probabilmente anche mettendo in atto il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, cerca di impaurire le opinioni pubbliche occidentali. È un gioco nel quale i russi sono maestri dai tempi della guerra fredda".

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Con quali obiettivi a breve?

"Mosca vuole influenzare il calcolo strategico degli ucraini, convincendoli a non andare il profondità con la loro avanzata, e dall’altro punta ad influenzare il calcolo strategico dei paesi Nato, affinché d’ora in poi limitino le forniture di armi. Per ora le mosse di Putin hanno una funzione deterrente. Strategicamente, non fa una piega".

E se non funziona?

"Se Putin vede che gli ucraini vanno avanti il rischio che usi armi nucleari tattiche c’è. Già dopo la perdita di Lyman ci sono stati contraccolpi interni, i canali Telegram russi sono furiosi. E alcuni leader, ad esempio il ceceno Kadirov, hanno fatto aperto riferimento alle atomiche tattiche".

La linea rossa per l’utilizzo di armi nucleari tattiche potrebbe essere un attacco ucraino alla Crimea?

"Quello, sicuro. Per difendere la Crimea Putin tira l’atomica. Sul Donbass si può discutere, magari non la tira per i territori conquistati in questa guerra, ma per la Crimea, sicuro. E probabilmente anche per Kherson, che è fondamentale per la fornitura d’acqua alla Crimea".

Henri Kissinger dice: "Non possiamo permettere che l’uso di armi nucleari diventi convenzionale, si normalizzi". C’è il rischio che “sdoganata“ in Ucraina, l’arma tattica nucleare venga poi usata in eventuali conflitti futuri ad esempio tra India/Pakistan, o Cina/ Taiwan?

"Assolutamente sì. Se si crea un precedente, può essere usata anche altrove. Come fare per evitare che Putin lo faccia è la domanda delle domande. Gli americani hanno fatto sapere che risponderanno duramente ma convenzionalmente. Può bastare a scoraggiare i russi? Fino a un certo punto, magari sì, ma se si superano quelli che per Putin sono i limiti intollerabili quello che ora è un bluff potrebbe diventare realtà. Il problema è che questi limiti sono nella testa di Putin, li conosce solo lui".

Potrebbe esserci un cambio di regime a Mosca prima che si superi la linea rossa?

"Può essere, ma non sappiamo che esiti produrrebbe. Improbabile che nasca un governo democratico, più probabile arrivi un simil Putin ancora più duro, o, peggio ancora, il caos".

Una dura risposta convenzionale della Nato ad un attacco nucleare tattico russo porterebbe ad una escalation?

"È molto probabile. Gli americani sono in grado di effettuare un duro attacco convenzionale con effetto strategico, i russi per fare altrettanti danni dovrebbero usare il nucleare. E da lì cosa chiama cosa...".

Se Putin lanciasse una atomica tattica su una base ucraina, che faranno gli ucraini, si arrenderanno per evitare altre atomiche?

"A quel punto la partita sarebbe della Nato e della Russia".