Martedì 25 Giugno 2024

Gran Bretagna, arrestati tre ex poliziotti. “Erano spie di Hong Kong”

I tre uomini sono accusati di aver spiato i dissidenti fuggiti dalla metropoli dopo la stretta repressiva degli ultimi anni. Pechino: accuse ingiustificate

Hong Kong è stata una colonia britannica fino al 1997

Hong Kong è stata una colonia britannica fino al 1997

Roma, 14 maggio 2024 - Nel Regno Unito tre ex poliziotti sono stati incriminati con l’accusa di aver fornito collaborazione e assistenza al servizio di intelligence di Hong Kong. Secondo il Daily Telegraph, che cita fonti d’indagine, i tre uomini avrebbe svolto delle indagini e raccolto materiale e informazioni su dissidenti e oppositori che dalla ex colonia si sarebbero rifugiati in Gran Bretagna. Le informazioni raccolte sarebbero poi state condivise con le autorità cinesi. I tre indagati, inoltre, avrebbero fatto irruzione nella casa di un dissidente nello Yorkshire, nel Nord dell’Inghilterra.

I tre uomini sono tutti ex poliziotti che sono stati in servizio con varie agenzie della Gran Bretagna: Peter Wai, 38 anni, ha lavorato come agente della polizia di frontiera aeroportuale britannica, Matthew Trickett, 37 anni, era un funzionario dei servizi investigativi sull'immigrazione dell'Home Office (ministero dell'Interno) e Chung Biu Yuen, 63 anni, è stato un poliziotto in servizio a Londra e poi un agente commerciale impegnato in attività di import-export con Hong Kong. Il sospetto degli inquirenti è che siano stati assoldati per controllare i dissidenti fuggiti da Hong Kong dopo la stretta repressiva imposta da Pechino negli ultimi anni.

I tre, sui quali ha indagato l’antiterrorismo di Scotland Yard, sono stati incriminati per due capi d’imputazione in violazione del National Security Act, legge che ha abbassato la soglia di tolleranza riguardo a presunte operazioni di spionaggio o alle infiltrazioni estere sullo sfondo dell'escalation delle tensioni geopolitiche con Paesi quali Cina o Russia.

Le risposte e i commenti da Pechino non si sono fatti attendere. Il governatore di Honk Kong, John Lee, ha dichiarato che le accuse sono “ingiustificate” e che il caso è “una fabbricazione” di Londra. Il governo cinese, invece, ha minacciato di compiere ritorsioni “potenti” e ha denunciato l’intenzione di “interferire negli affari di Hong Kong”.

Nel frattempo il governo di Rishi Sunak ha convocato l’ambasciatore di Pechino per la consegna di un messaggio di protesta contro «le infiltrazioni» imputate a Pechino nel Regno Unito.