Gilet gialli (LaPresse)
Gilet gialli (LaPresse)

Parigi, 5 dicembre 2018 - Gli studenti scendono in campo a dare man forte ai gilet gialli. Anche oggi blocchi e manifestazioni studentesche in segno di solidarietà con i dimostranti, che hanno bocciato l'offerta dell'Eliseo per uno stop all'aumento del costo dei carburanti, e ora se la prendono anche con la riforma dell'Istruzione voluta dal presidente Emmanuel Macron. "Questo movimento è estremamente violento", ha detto il ministro dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer, aggiungendo: "In alcune città come Marsiglia o Tolosa osserviamo i problemi più gravi e soprattutto una violenza mai vista" culminata con il blocco dei licei e per la prima volta, delle sedi universitarie di Parigi, come pure di metropoli come Grenoble e Bordeaux.

Eppure una prima risposta del governo alle richieste dei gilet gialli in Francia era arrivata ieri. Il primo ministro francese Edouard Philippe ha annunciato una moratoria di sei mesi sull'aumento delle tasse sui carburanti (e la sospensione degli aumenti su gas e luce) in modo da cercare di calmare la fronda dei gilet gialli, sfociata a Parigi in una guerriglia urbana. Il provvedimento avverrà tra il 15 dicembre e il 1 marzo. Ma la risposta dei dimostranti frena l'entusiasmo per il tentativo di accordo: "non accettiamo l'offerta, andremo avanti finché non ci sarà un vero cambiamento".

NIENTE AUMENTI LUCE E GAS - La moratoria di 6 mesi è stata accompagnata da altre misure per sedare la protesta in Francia: il premier Philippe ha annunciato anche la sospensione dell'aumento delle "tariffe di elettricità e gas" previste per questo inverno. Così ha detto nel corso del solenne discorso dinanzi alla nazione, commentando poi: "Bisognerebbe essere sordi o ciechi per non vedere o sentire" la collera dei francesi, "ne misuro la forza e la gravità". Così ha detto il primo ministro, confermando la moratoria già anticipata da Le Monde. "Nessuna tassa merita di mettere in pericolo l'unità della nazione", ha aggiunto Philippe, dicendosi "pronto a migliorare" e "completare" le "misure di pacificazione" previste dal governo. "L'esecutivo ha fatto delle proposte. Forse sono insufficienti, o inadatte. Le soluzioni devono essere diverse nelle grandi città e nelle campagne. Parliamone, miglioriamole. Completiamole. Sono pronto", ha aggiunto il primo ministro.  

STOP AI DISORDINI - Tuttavia il governo ha voluto ribadire che non saranno più tollerati altri disordini in piazza. "Il governo non accetta le violenze contro le forze dell'ordine, i monumenti nazionali, gli edifici pubblici, i negozi. Voglio dire nel modo più chiaro che gli autori di questi atti sono ricercati e saranno puniti". Lo ha detto Philippe, aggiungendo: "Se sabato ci sarà una nuova manifestazione va preannunciata e si deve svolgere nella calma. Il governo farà tutto il possibile per far rispettare la legge e l'ordine pubblico". 

I GILET GIALLI DICONO NO ALLA MORATORIA - I portavoce dei gilet gialli, che puntavano non a un semplice differimento, ma a un ritiro del piano di transizione ecologica del governo, hanno già bocciato l'offerta di moratoria. Eric Drouet, da molti considerato l'iniziatore del movimento, ha dichiarato a Bfm-Tv che sabato manifesterà di nuovo: "È l'unico modo per mostrare che la maggior parte dei gilet gialli non è assolutamente d'accordo con le misure annunciate, e che continueremo fin quando non ci sarà un vero cambiamento". 

LE REAZIONI - Il capo dei senatori repubblicani (Lr) Bruno Retailleau considera la moratoria "assolutamente insufficiente" se si tratta solo di un rinvio e ha chiesto "l'annullamento" di tutti gli aumenti. Anche per Marine Le Pen "una moratoria è solo un rinvio: non è evidentemente all'altezza delle attese e della precarietà in cui versano i francesi", ha avvertito la leader del Rassemblement National.