Un frame tratto dal video choc
Un frame tratto dal video choc

Roma, 16 novembre 2021 - "Sono una residente di Shangrao (provincia di Jiangxi). Il 12 novembre mi è stato detto che avrei dovuto fare la quaratena in un hotel, senza però poter portare con me il mio cane". A raccontare la sua drammatica storia sui social è una cittadina del sud est della Cina, che denuncia con forza la tolleranza zero verso cani e gatti nel Paese, difronte alla pandemia da Coronavirus. La signora non si poteva infatti immaginare cosa sarebbe successo al suo animale, mentre lei era confinata anche se negativa al test. Ma poi l'ha visto con i suoi occhi. La telecamera interna della sua abitazione ha ripreso le immagini choc, diffuse poi dalla stessa proprietaria su Weibo: un video - riferisce la Cnn - in cui si vedono uomini bardati di tute e maschere, della sezione prevenzione Covid della città, armati di piede di porco che entrano nell'appartamento, cercano e scovano il suo corgie, per poi ucciderlo colpendolo alla testa. 

La padrona del cane, come ha raccontato lei stessa sui social, era stata rassicurata dagli operatori che nessuno avrebbe preso né ucciso il suo cane. E invece il corgie è stato vittima di un atto barbaro legato alle rigidissime regole scattate nella città cinese dove, per la presenza di un piccolo focolaio di contagi, è stata imposta la quarantena e l'obbligo di non tenere con sé i propri animali.

Il video choc

Era a casa, tranquillo, il povero cane, quando viene svegliato di colpo da forti rumori fuori dalla porta di casa. Esce dalla sua cuccia e si nasconde sotto al tavolo. Due uomini, che indossano tute e visiere anti-Covid, entrano in casa tenendo in mano un sacchetto giallo e un piede di porco. "Il capo ha detto che dobbiamo sistemare la cosa direttamente qui, sul posto no?", chiede uno. "Sì", risponde l'altro, che prende il piede di porco e lo usa per far uscire il cane da sotto al tavolo. L'animale spaventato corre in un'altra stanza ed esce dall'inquadratura. Sono i suoi ultimi attimi di vita, ripresi dalla telecamera dell'abitazione e poi diffusi dalla sua padrona su Weibo.

Il video choc ha suscitato sgomento e indignazione ed è diventato il simbolo della linea durissima adottata da Pechino, nel tentativo di raggiungere il fantomatico traguardo di 'zero casi Covid' nel Paese da cui tutto è partito. La proprietaria del piccolo corgie era stata costretta alla quarantena dopo la scoperta di un focolaio nella sua città, nonostante lei fosse risultata negativa al test. A tutti gli inquilini era stato ordinato di lasciare la porta dell'appartamento aperta per permettere la disinfezione di ogni stanza. 

Dibattito sui diritti degli animali in Cina

Le immagini scioccanti mostrate nel video hanno scatenato un dibattito online sui diritti degli animali in Cina ma anche su quanto, in questo periodo d'emergenza, il governo di Pechino abbia ampliato i suoi poteri di controllo sull'individuo. Non è la prima volta dall'inizio della pandemia che le autorità cinesi uccidono animali domestici. A settembre tre gatti nella città nord-orientale di Harbin sono stati uccisi dopo essere risultati positivi al Covid senza il consenso del loro proprietario, che era in quarantena in ospedale.