Covid, più contagi tra i giovani. Follain un ristorante di Amsterdam (Ansa)
Covid, più contagi tra i giovani. Follain un ristorante di Amsterdam (Ansa)

Roma, 7 agosto 2020 - I nuovi dati dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla pandemia da Coronavirus nel mondo gettano una luce forse inaspettata sull'evoluzione del Covid-19. Che colpisce sempre di più i giovani.

Dal 24 febbraio la proporzione di contagi tra bambini molto piccoli e neonati è aumentata di sette volte - sottolinea l'Oms - mentre la percentuale di infezioni tra adolescenti e giovani adulti è cresciuta di sei volte. Insomma, se attualmente la maggior parte dei casi si concentra tra i 25 e i 64 anni, c'è un trend per la popolazione più giovane in crescita decisa.  Questo fenomeno potrebbe essere dovuto, tra l'altro, al fatto che all'inizio i test si concentravano soprattutto sugli anziani mentre ora interessano tutte le fasce di età e anche al fatto che i focolai stanno colpendo adesso Paesi con un'età media più bassa. 

Coronavirus Italia, il bollettino di oggi, 7 agosto

Il rapporto Oms

Nel rapporto, l'Oms sottolinea: "Questa tendenza può essere spiegata da, ma non soltanto, i seguenti fattori: individuazione precoce e test si concentravano inizialmente sui casi con sintomi gravi, che si osservano più frequentemente tra le persone più anziane; l'individuazione di casi con sintomi medi; test più diffusi; cluster nei Paesi con età media più bassa; o aumento dei comportamenti a rischio dopo l'allentamento delle misure sociali e sanitarie".

Le percentuali di contagio

- neonati e bambini piccoli tra 0 e 4 anni: 1,2% di casi
 - bambini 5-14 anni: 2,5% di casi
- adolescenti e giovani adulti, fascia 15-24 anni: 9,6% di casi 
- adulti tra i 25 e i 64 anni: 64% di casi 
- adulti anziani 65-84 anni: 19,4% di casi 
- pazienti oltre gli 85 anni: 3,4% di casi.