Giovedì 13 Giugno 2024

Corea del Sud: “Incursione di militari dal Nord oltre la linea di demarcazione”. Seul spara colpi di avvertimento

Il portavoce del Comando di Seul: “La violazione non è stata intenzionale”. Intanto prosegue la guerra di propaganda tra lanci di palloncini pieni di volantini, spazzatura ed escrementi e diffusione di musica dagli altoparlanti

Roma, 11 giugno 2024 – Continua a crescere la tensione nella penisola coreana. Domenica, intorno alle 12:30, i soldati sudcoreani hanno sparato dei colpi di avvertimento contro un gruppo di 20 o 30 militari del Nord che avevano attraversato il confine. Lo hanno rivelato oggi i capi di Stato Maggiore congiunti di Seul.

Il colonnello Lee Sung-jun, portavoce del Comando, ha chiarito la dinamica dell’accaduto sul confine, nella famosa zona demilitarizzata: “La violazione non è stata intenzionale. I soldati nordcoreani stavano lavorando ad un compito non precisato e hanno attraversato brevemente la linea di demarcazione. Il nostro esercito ha trasmesso messaggi di avvertimento e sparato colpi di avvertimento e i soldati si sono ritirati verso Nord. Alcuni erano armati, ma molti no”. I media sudcoreani hanno inoltre specificato che i soldati del Nord sono entrati nel territorio di Seul per circa 50 metri dopo aver probabilmente perso la strada.

Dei soldati sudcoreani preparano uno degli altoparlanti messi lungo la linea di confine (ANSA)
Dei soldati sudcoreani preparano uno degli altoparlanti messi lungo la linea di confine (ANSA)

Le tensioni delle ultime settimane

L’episodio verificatosi domenica non ha avuto particolari conseguenze ma è indicativo del momento di alta tensione che sta vivendo la penisola coreana. Nelle ultime settimane, a seguito di un crescendo di azioni e contro-reazioni, i rapporti si sono decisamente inaspriti. Alla fine di maggio, il regime di Kim ha inviato a Sud centinaia di palloncini carichi di volantini, spazzatura ed escrementi. Pyongyang ha poi giustificato le sue azioni dichiarando che i lanci erano una risposta ad una azione fatta da alcuni attivisti che avevano spedito a Nord dei volantini anti-regime alcuni giorni prima. Seul è stata costretta a dichiarare lo stato di emergenza e ad inviare dei soldati ad abbattere i palloncini. Il governo sudcoreano non si è limitato a questo: lunedì 3 giugno il presidente Yoon Suk-yeol ha annunciato la sospensione del trattato militare intercoreano.  Fra le altre cose, questo trattato, firmato nel 2018, vietava i lanci di palloncini propagandistici, usati da ambo le parti fin dagli anni Cinquanta, e le manovre militari a livello di reggimento o di unità più grandi sul confine demilitarizzato. Una sospensione parziale c’era stata già l’anno scorso quando le due nazioni avevano ripreso le esercitazioni navali nel conteso Mar Giallo. Sempre nei primi giorni di giugno Seul ha ripreso, poi, per mezzo di altoparlanti posizionati sulla linea di demarcazione, le trasmissioni di musica k-pop e propaganda anti-regime. Tali trasmissioni, sospese dal 2018, sono odiate da Pyongyang in quanto è impossibile impedire a chi abita a poca distanza dal confine di ascoltarle. Il leader nordcoreano Kim Jong-Un, però, ha deciso di rispondere a tono installando sul confine degli altoparlanti con scopi analoghi a quelli perseguiti dai vicini.