Washington, 2 gennaio 2018 - Una cosa è certa, quando si tratta di prendersi il merito per un risultato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è sempre pronto. Questa volta il tycoon si è attribuito su Twitter il record per "l'anno migliore e più sicuro" nella storia dell'aviazione civile degli Stati Uniti, che nel 2017 non ha registrato morti. Fin qui tutto bene, se non fosse che, per quanto riguarda gli Usa, questo non è affatto un primato. Sono appunto quasi nove anni che non si registrano incidenti aerei mortali negli Stati Uniti d'America. Tuttavia questo non ha fermato il tycoon dal twittare orgogliosamente di essere stato: " Molto severo sull'aviazione commerciale, da quando sono entrato in carica" aggiungendo poi: "Buone notizie - è stato appena riportato che ci sono stati zero morti nel 2017, l'anno migliore e più sicuro mai registrato".


Nel tweet, Trump fa riferimento al rapporto dell'Aviation Safety Network, secondo cui il 2017 è stato un anno record per la sicurezza nell'aviazione civile internazionale. Nell'anno appena trascorso si sono registrati infatti solo 10 incidenti fatali e 44 morti (a bordo) in tutto il mondo, dato in miglioramento rispetto ai 16 incidenti e 303 morti del 2016. Negli Stati Uniti, però, l'ultimo incidente mortale in cui fu coinvolto un aereo commerciale risale al 12 febbraio del 2009, quando un velivolo di linea della Colgan Air precipitò nello Stato di New York, provocando la morte dei 49 passeggeri a bordo e di una a terra. Inoltre, le norme "severe" di cui parla Trump, tra cui la controversa proposta di privatizzare il controllo aereo in tutto il Paese, sono ancora bloccate dall'ostruzione del Congresso e, non essendo legge, non hanno ancora potuto produrre nessun risultato in bene o in male.

Dopotutto, 'The Donald' non gode certo di ottima fama quando si tratta di mezze verità e bufale. Infatti, il presidente starebbe per concludere il suo primo anno alla Casa Bianca con tutto un altro tipo di record che nulla ha a che vedere con la sicurezza del traffico aereo e riguarderebbe invece le bugie raccontate. Secondo un'analisi del Washington Postfino a ieri (1 gennaio) erano 1950 le dichiarazioni false o fuorvianti fatte da Trump in 347 giorni, una media di 5,6 frottole al giorno. Secondo il quotidiano, che tiene costantemente aggiornato il suo database, con ancora 18 giorni alla fine del primo anno alla Casa Bianca il presidente potrebbe sfondare il muro delle 2000 bugie. Alcune affermazioni false sono state ripetute varie volte. Tra le top five - secondo il quotidiano - vi sono le dichiarazioni che gli Usa sono una delle nazioni più tassate e che il suo taglio delle tasse è il più grande nella storia Usa. Celebri anche i suoi giudizi sul Russiagate e sull'Obamacare, nonché il vanto di aver strappato grandi 'business deal', risultati poi anteriori alla sua presidenza.