30 mar 2022

Ucraina, l'esperto: "Biden punta a logorare Putin. Ma le sanzioni dividono Usa e Ue"

Magri, direttore dell’Ispi, e la strategia di Washington: "Il conto della linea dura lo paga solo l’Europa"

alessandro farruggia
Esteri
Un carro armato delle forze ucraine. Il presidente Zelensky continua a chiedere a Ue e Usa nuovi tank per difendersi da Mosca
Un carro armato delle forze ucraine. Il presidente Zelensky continua a chiedere a Ue e Usa nuovi tank per difendersi da Mosca

Una guerra lunga in Ucraina non è nell’interesse di nessuno. Neppure dell’America. Parola di Paolo Magri, vice presidente esecutivo e direttore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). Professor Magri , Biden è molto scettico sulla attuale trattativa. Non è che l’America punta in realtà a prolungare la guerra per logorare Putin e possibilmente farlo crollare? "Biden è scettico, ma non è il solo ad esprimere dubbi e raccomandare cautela, a sottolineare che conteranno i fatti e non le parole. La sua gaffe in Polonia, quando ha fatto intendere che l’obiettivo americano sia un cambio di regime a Mosca, sta alimentando speculazioni su un desiderio americano di aver una guerra lunga che porti la Russia e il suo leader al collasso. Tutti noi, e quindi non solo l’America, imponendo sanzioni pesantissime, ci poniamo come obiettivo l’indebolimento di un sistema di potere che ha portato alla guerra. Ma una guerra lunga, con rischi di escalation, non è nell’interesse di nessuno". Di noi europei no di sicuro ma magari Biden... "Neppure di Biden: con l’accrescersi delle conseguenze economiche che colpiscono Europa e Usa n modo asimmetrico, potrebbe incrinarsi la forte coesione transatlantica sino ad ora registrata, mentre in patria, oltre all’inflazione, potrebbero aumentare le pressioni per una postura più interventista nel conflitto. Tutti elementi che non giocano a favore di Biden in vista delle mid-term di questo novembre". Istanbul può essere una svolta vera nella trattativa? "È presto per parlare di una svolta. Sicuramente c’è stato un passo avanti positivo, almeno a parole, dopo che per un mese i ’passi avanti’ erano stati solo quelli militari. Ma le bombe oggi sono continuate cadere sia a Kiev che a Chernihiv; ed è arrivata la doccia fredda del portavoce del Cremlino". Zelensky ha detto che è pronto a rinunciare alla Nato ...

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